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Approvato il ddl Valditara sul consenso informato: che cosa sappiamo sull’educazione sessuale a scuola

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Da una parte chi rivendica il diritto delle famiglie di avere l’ultima parola sull’educazione affettiva e sessuale dei figli. Dall’altra chi teme che il risultato sarà un arretramento culturale proprio nel momento in cui il Paese continua a interrogarsi su violenza di genere, pornografia online, consenso e relazioni tossiche tra adolescenti.

Il terreno di scontro è il ddl Valditara, la legge sul consenso informato nelle scuole che introduce nuove regole per le attività legate all’educazione sessuo-affettiva. Un provvedimento, approvato in via definitiva al Senato, che il centrodestra definisce «una riforma storica» e che invece opposizioni, sindacati e associazioni sostengono avere un impianto ideologico e censorio. Contrarietà che emergono anche da alcuni dirigenti scolastici.

La filosofia della norma è chiara: rafforzare il ruolo educativo delle famiglie e garantire trasparenza sui contenuti proposti agli studenti. Per le scuole medie e superiori, ogni iniziativa che riguardi temi legati alla sessualità, all’affettività o all’identità di genere dovrà dunque essere comunicata preventivamente alle famiglie, che potranno autorizzare o meno la partecipazione dei figli.

Le scuole saranno obbligate a fornire materiali,........

© Corriere delle Alpi