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Il grillo De Zolt: «Il fondo è cambiato, questione di braccia e forza»

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04.02.2026

Quando si parla di Maurilio De Zolt è facile scomodare il termine leggenda. Perché il classe 1950 di San Pietro di Cadore effettivamente questo è stato. La medaglia d’oro nella storica staffetta di Lillehammer nel ’94 e le due d’argento nelle 50 km di Calgary ’88 e di Albertville ’92 hanno definitivamente consacrato “il grillo” tra i campioni più forti di tutti i tempi nello sci nordico.

Quelle imprese se le ricorda bene De Zolt, e in questi giorni dal clima olimpico un pizzico di nostalgia il piccolo grande uomo degli sci stretti non lo nasconde di certo. Quando è entrato in nazionale aveva già 27 anni, quando ne è uscito aveva appena spento 44 candeline. Altri tempi certo, ma la sua caparbietà e la sua forza d’animo sono ancora un esempio per tutti i giovani che si avvicinano a questo sport.

Uno sport che negli anni però è cambiato, non crede?

«Totalmente cambiato, ma in peggio. Lo sci di fondo è stato trasformato in spettacolo, andando a perdere tutto quello che aveva di bello e caratteristico. La natura, i paesaggi, la montagna ed i lunghi tracciati hanno lasciato spazio a delle sprint su percorsi ridotti, con addirittura 4 prove in un giorno. Cose che non sono belle nemmeno per un’atleta che lo pratica».

Ma così facendo il pubblico è più coinvolto.........

© Corriere delle Alpi