Nella Casa natale di Tiziano appena restaurata inizia la lunga estate con 35 appuntamenti in tre mesi
Tiziano è il pittore del colore, ma anche dello spazio che il colore apre: cieli, montagne, lontananze, corpi, architetture, figure immerse in una luminosità che ancor oggi abbaglia. Nel 450º anniversario della sua morte, la Pieve di Cadore in cui nacque e a cui restò sempre vicino, diventa il punto da cui rileggere non solo una biografia, ma una svolta decisiva della pittura europea.
La casa natale restaurata
Quel rapporto ha ritrovato uno dei suoi segni più concreti nella quattrocentesca Casa natale di Tiziano, già riaperta al pubblico in occasione delle Olimpiadi invernali, oggi definitivamente restaurata e accessibile.
L’intervento, durato un anno e mezzo, ha restituito e valorizzato uno dei luoghi simbolo del Cadore, monumento nazionale dal 1922, rendendolo accessibile nei due piani anche grazie a un montascale collocato sul retro per non alterare la facciata storica. Ha inoltre consolidato le parti più delicate della struttura, riportato attenzione alle superfici murarie e ai soffitti in legno, e ha rinnovato la funzione museale della casa, con un percorso dedicato a Tiziano e al suo rapporto con Pieve, arricchito da apparati esplicativi, video e postazioni multimediali in più lingue e supporti per i visitatori non vedenti.
Tiziano e il paesaggio
Ma la ritrovata Casa natale è solo uno degli omaggi al Maestro del Rinascimento che la sua città gli rende con le celebrazioni Titianus Cadorinus 1576 – 2026 e con la 22ª edizione dell’Estate Tizianesca, promossa dalla Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore, che fino al 26 settembre propone 35 appuntamenti, con un programma diffuso che........
