L’hydration break divide tifosi e tecnici, ma intanto la Fifa incassa
Se di Sudafrica 2010 tutti ricordano il ronzio delle vuvuzela, di Usa-Messica-Canada 2026 a rimanere impressi saranno le piogge di fischi che hanno accompagnato ogni singolo hydration break.
Tra i tanti esempi che si possono citare, c’è Inghilterra-Ghana dei gironi. Nel primo tempo, intorno al 20’, James e Ayew hanno un brutto scontro aereo dove l’attaccante delle Black Stars ha la peggio ed è costretto a fasciarsi la testa.
Il gioco resta fermo qualche minuto, poi si riprende, ma neanche il tempo per fare mezzo passaggio che l’arbitro fischia di nuovo. È hydration break, signori.
Dalle tribune dello stadio di Boston il disappunto è alle stelle, tanto da far pensare a un moto patriottico in memoria di quando poco........
