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Nel calcio moderno i brasiliani hanno meno soprannomi

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26.06.2026

Didì, Vavà, Pelè era quasi uno scioglilingua. I primi due si portavano dietro l’abbreviazione del loro nome quando erano bambini, O’Rey invece veniva chiamato Pelè per come lui pronunciava, storpiandolo, il nome del portiere Bilè.

In principio il calcio brasiliano era così: i giocatori per lo più erano identificati coi loro soprannomi. Il grande Zico si vide affibiato questo nomignolo perché la sorella non pronunciava bene il suo nome Arthur, affettuosamente trasformato in Arthurzinho e diceva “Zico”.

Ma le storie si sprecano: quando José Altafini arrivò in Italia era noto nel suo paese come “Mazzola” proprio in onore al grande Valentino a cui si diceva somigliasse anche fisicamente.........

© Corriere delle Alpi