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Case di comunità, Mantoan: «Il Veneto può proseguire da solo»

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13.06.2026

La frenata di mercoledì del governo sulle Case di comunità e l’assicurazione di ieri del ministro della Salute che le stesse apriranno entro il 30 giugno, appaiono molto più di uno stop and go che alimenta incertezze.

Sembrano, nelle modalità in cui sono avvenute, le conferme di un Paese perennemente diviso tra guelfi e ghibellini e tra Settentrione e Meridione. Conferme di cui, a conti fatti, il Paese nel suo complesso non aveva bisogno. E mentre il Veneto, che l’importanza delle Case di comunità le aveva di fatto intuite e anticipate una decina di anni fa con la medicina di gruppo integrata, andrà avanti si affaccia un’altra conferma.

Ossia quella di un Paese che fatica a superare l’idea stessa di una Sanità a due velocità. «Ora serve dialogare» dice Domenico Mantoan.

Mantoan è stato per dieci anni ai vertici della sanità veneta e ha ricoperto incarichi nazionali impegnativi, e tra questi direttore generale dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. Dall’estate 2025 è amministratore delegato dell’Ospedale Pederzoli.

Dottor Mantoan, in questa vicenda ha sbagliato il governo, che forse ha portato avanti una riforma senza prima avere parlato con i medici, o i medici chiedono troppo?

«Va detto che in tema di Case di........

© Corriere delle Alpi