Giro d’Italia, la maglia rosa si decide a Nord Est: percorso, altimetrie e analisi, ecco le tappe chiave
L’attesa è terminata e oggi parte finalmente la 109ᵅ edizione della Corsa Rosa: scopriamo assieme le tappe chiave di quest’anno:
Spazio alla creatività
La prima tappa con arrivo a Burgas sul Mar Nero è destinata ai velocisti, la prima Rosa fa gola al nostro Jonathan Milan e ai suoi rivali. Sabato la seconda tappa, in territorio bulgaro da Burga a Velika Tarnovo per un totale di 206 km con 2.600 metri di dislivello, promette divertimento e attacchi. La frazione, molto mossa, a 11 km dall’arrivo propone la salita del Lyaskovets Monastery Pass (3,9 km al 6.8% con punte al 14%), possibile spartiacque della giornata. Da non sottovalutare gli ultimi 3 km con una serie di strappi impegnativi.
La storia insegna come il primo arrivo in salita sia sempre da maneggiare con le pinze per chi vuole lottare per la Maglia Rosa e il podio. La 7ᵅ tappa, venerdì 15 maggio, la più lunga del Giro con i suoi 244 km, si conclude con l’ascesa del Blockhaus di 13 km, contraddistinta dai primi 10 km con pendenza media del 9% e punte del 14%, prima di una contropendenza di 500 m, e gli ultimi 3 km all’8%.
L’unico esame contro il tempo
Dopo il Blockhaus e una due giorni ricca di insidie tra i muri della tappa di Fermo e soprattutto l’arrivo in salita di Corno alle Scale, arriva il secondo giorno di riposo: si riparte il 19 maggio con la 10ᵅ tappa, l’unica cronometro, 42 km da Viareggio e Massa per specialisti e con le curve che si contano sulle dita di una mano.
Breve ma terribile la tappa aostana
Il 23 maggio la 14ᵅ tappa, tutta in Valle d’Aosta dal capoluogo regionale a Pila, dà il benvenuto sulle Alpi ai corridori. Frazione breve, 133 km, ma disegnata solamente di salite e discese: 5 i Gpm in programma e resa dei conti sull’ascesa finale verso il traguardo, 16,5 km al 7,1% e punte all’11%. Qui la classifica potrebbe subire pesanti scossoni.
La settimana decisiva
L’ultimo giorno di riposo alla vigilia e una frazione di montagna corta e insidiosa. La 16ᵅ tappa, interamente svizzera da Bellinzona a Carì di soli 113 km, potrebbe rilanciare alcuni big e affossarne altri: la fase centrale è caratterizzata da un circuito di 22 km da ripetere due volte con la salita di Leontica (3 km all’8.5%), poi si attraversa la Valle del San Gottardo prima del gran finale. Si raggiunge il traguardo dopo 11,7 km di aspra ascesa al 7,9% di media.
La due giorni decisiva per definire la classifica finale: c’è il tappone dolomitico da Feltre ad Alleghe (Piani di Pezzè), 151 km e 6 salite da domare. Si comincia con il Passo Duran, a seguire il Coi, Forcella Staulanza, il Passo Giau che è la Cima Coppi di questo Giro (9,9 km al 9,3% e una pendenza massima al 14%), il Passo Falzarego con lo scollinamento ai -31 km. Dopo una lunga discesa arrivano 5 km da paura fino al traguardo della 19ᵅ tappa: pendenza costante al 10% con picchi al 15% su strada stretta e tortuosa. Giornata da paura.
Da Gemona del Friuli a Piancavallo, 200 km in Friuli Venezia Giulia: gli ultimi 53 km prevedono la doppia scalata al Piancavallo. I 15 km finali sono interamente in salita con i primi 10 km molto ripidi, sempre attorno al 9% e punte al 14%: prepariamoci ai fuochi d’artificio finali della Corsa Rosa. —
Il 28 maggio il muro di Cà del Poggio
L’ organizzano una delle classiche Juniores più ambìte, il Trofeo Dorigo: nel 2023 (traguardo identico) s’impose un “certo” Paul Seixas, il francesino rampante. Lì si disputò l’Italiano Under 23 nel 2010 e, udite udite, fu ospitato il Mondiale........
