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Il bimbo lasciato a piedi dal bus, il pasticcio del ticket a 10 euro: quando le Olimpiadi le pagano i residenti

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30.01.2026

Una tratta di pochi chilometri in bus diventa una polemica nazionale. È quanto accaduto sulla linea 30 in Cadore, in provincia di Belluno, a pochi giorni dall’inizio dei Giochi Invernali, dove i nuovi biglietti da 10 euro, introdotti per le Olimpiadi 2026, hanno trasformato un servizio quotidiano in un problema per residenti, studenti e famiglie.

La vicenda ha raggiunto il culmine martedì scorso, quando un bambino di 11 anni è stato costretto a tornare a casa a piedi, sotto la neve, perché il suo biglietto chilometrico non era più valido.

Fino a pochi giorni fa, chi viaggiava sulla linea 30 pagava tariffe chilometriche: 2,30 euro da San Vito a Cortina, 2,90 da Borca a Cortina, 4,50 da Calalzo e 1,70 da Calalzo a Pieve. Con l’avvicinarsi delle Olimpiadi, Dolomitibus ha introdotto un biglietto giornaliero da 10 euro, valido per tutta la tratta, senza possibilità di abbonamenti.

Andrea Fiori, delegato di Confcommercio di San Vito: «Questo creerà ulteriori difficoltà a chi vive e lavora sul territorio». Anche le associazioni dei consumatori chiedono il ripristino delle vecchie tariffe

La decisione ha naturalmente sollevato proteste tra residenti, studenti, lavoratori e famiglie. «Per i residenti e chi lavora nel commercio o nel turismo questo significa sostenere più del doppio del costo precedente», sottolinea Andrea Fiori, delegato di Confcommercio di San Vito. Il timore è che tariffe così elevate possano danneggiare le attività economiche locali, come anche erodere gli stipendi delle famiglie, e scoraggiare l’uso del trasporto pubblico.

Le criticità riguardano........

© Corriere delle Alpi