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Villanova: «La Lega ha perso l’identità. Solo Zaia potrebbe ricostruire al Nord»

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30.06.2026

Le persone che entrano nel suo studio non gli parlano di congressi, statuti o equilibri interni alla Lega. Gli parlano di bollette, di burocrazia che cresce, delle difficoltà di chi fa impresa, dei costi dell’energia, della sicurezza e dei servizi che faticano a tenere il passo. Da quando ha lasciato la politica attiva ed è tornato a fare il dentista a tempo pieno, Alberto Villanova dice di avere recuperato un osservatorio privilegiato sul Veneto reale. Un osservatorio fatto di artigiani, imprenditori, operai e famiglie che ogni giorno gli raccontano gli stessi problemi. Mentre Matteo Salvini ribadisce di voler restare alla guida della Lega e Roberto Vannacci continua a ritagliarsi uno spazio sempre più ampio nel centrodestra, Villanova sposta però lo sguardo altrove. La domanda, dice, non è chi guiderà il partito, ma chi saprà rappresentare il Nord.

Lei sostiene che oggi esista un vuoto politico. Da dove nasce questa convinzione?

«Perché non c’è più la divisione tra destra e sinistra. Tutti parlano degli stessi problemi: burocrazia, costo dell’energia, collegamenti, sicurezza dei nostri paesi e delle nostre città».

Perché dice che questa crisi della Lega è diversa da quelle........

© Corriere delle Alpi