L’avanzata di Vannacci gela la Lega: cosa succede a Nord Est tra silenzi, critiche e imbarazzi
Temperatura sottozero nella Lega, dopo l’intervista del generale Roberto Vannacci, con la sua trafila di esternazioni, dall’ipotesi di creare un proprio partito alle critiche su Ucraina, immigrazione e antieuropeismo mosse al Carroccio e al centrodestra. Il vicesegretario dà lezioni, enuncia un programma e si vede magari pure segretario, ma le sue parole sono accolte dal gelo a Nord Est. O da chi si scalda a temperature vulcaniche dopo l’ennesima «sparata» del generale in versione battitore libero.
L’aplomb del presidente Massimiliano Fedriga è come sempre inscalfibile, con messaggio tra le righe: «Non commento dichiarazioni di altri. Sono della Lega da quando ho 15 anni e rimango nella Lega. Penso che sia coerenza». Vannacci usa la Lega come un tram da cui salire e scendere a piacimento? «Spero di no e proseguo la mia strada come dal 1996», chiosa il governatore.
Il senatore e segretario regionale Marco Dreosto entra nel merito: «Una frase così non la direi, perché sono convintamente leghista. Nella Lega c’è un dibattito aperto, ma anche un principio sacrosanto: rispondiamo alle indicazioni del segretario Salvini in tutte le votazioni». Poi un po’ di melina: «Oggi non ci sono suoi atti di voto contro il partito, ma dichiarazioni sulla stampa, che non sono atti politici. Il resto è gossip. Ma se arriva a mettersi contro il proprio partito, si apre un problema».
Parole ben più felpate di quelle che pronuncia uno storico esponente della Liga veneta come il consigliere regionale Roberto Marcato: «Mi auguro che la segreteria federale gli dia il benservito. Grave che lisci il pelo a un certo elettorato........
