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Francia-Usa, è «guerra» diplomatica: l'ambasciatore (e padre di Kushner) snobba per due volte la convocazione di Parigi. L'ira del governo: «Inaccettabile»

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24.02.2026

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Francia-Usa, è «guerra» diplomatica: l'ambasciatore (e padre di Kushner) snobba per due volte la convocazione di Parigi. L'ira del governo: «Inaccettabile»

Charles Kushner, padre di Jared, ha rifiutato per due volte la convocazione del ministero degli Esteri francese. Nel 2005 Kushner senior ha passato 14 mesi in carcere per frode fiscale e per aver ingaggiato una prostituta per incastrare il cognato e la sorella, poi è stato graziato da Trump

DAL NOSTRO CORRISPONDENTEPARIGI - L’ambasciatore americano a Parigi ha disertato la convocazione al Quai d’Orsay (è la seconda volta in sei mesi), e la crisi delle relazioni diplomatiche tra Francia e Stati Uniti si approfondisce. «Sono sorpreso», ha detto il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot: «Quando si ha l’onore di rappresentare il proprio Paese come ambasciatore, si rispettano gli usi più elementari della diplomazia e si risponde alle convocazioni del ministero degli Affari esteri».

Rilanciando un messaggio del Dipartimento di Stato, l’ambasciata Usa a Parigi nei giorni scorsi aveva scritto su X che la morte di Quentin Deranque, l’attivista di estrema destra ucciso a Lione da militanti di estrema sinistra, «dovrebbe preoccuparci tutti», e che «l’estremismo violento di sinistra è in aumento ed è una minaccia per la sicurezza pubblica». Il governo francese lo ha considerato un’ingerenza in una questione interna e il ministro Barrot domenica lo ha fatto sapere: «Non abbiamo alcuna lezione da ricevere, in particolare sulla violenza, dall’internazionale reazionaria», convocando l’ambasciatore Kushner, che però lunedì sera alle 19 non si è presentato evocando «impegni pregressi» e inviando al suo posto un altro membro dell’ambasciata. L’ambasciatore Kushner, 71 anni, miliardario nel settore immobiliare e padre di Jared Kushner che ha sposato la figlia di Trump, Ivanka, nel 2005 ha passato 14 mesi in carcere per frode fiscale e per avere ingaggiato una prostituta al fine di incastrare il cognato, che aveva testimoniato contro di lui davanti alla giustizia. Graziato da Trump e nominato ambasciatore a Parigi nel luglio 2025 pur essendo privo di qualsiasi esperienza diplomatica, Kushner è stato chiamato una prima volta al Quai d’Orsay a fine agosto, dopo avere contestato il riconoscimento francese dello Stato palestinese e avere accusato Macron di non lottare abbastanza contro l’antisemitismo. Anche allora non aveva risposto alla convocazione. «Di fronte a questa apparente incomprensione dei requisiti fondamentali della missione di ambasciatore, il ministro ha chiesto che Kushner non possa più accedere direttamente ai membri del governo francese», ha annunciato il ministero degli Affari esteri. Il ministro Barrot ha tuttavia assicurato che questo incidente, che rientra nella «responsabilità personale» dell'ambasciatore, non influirà «in alcun modo sulle relazioni tra la Francia e gli Stati Uniti», che quest'anno celebrano il loro 250° anniversario, ma avrà naturalmente un peso «sulla sua capacità di svolgere la sua missione nel nostro Paese». Alla domanda della rete FranceInfo sulla possibilità che l'ambasciatore venga dichiarato persona non gradita, Jean-Noël Barrot non ha risposto direttamente. Ha sottolineato la necessità di «avere una spiegazione da lui».«Credo che tutti i francesi condividano lo stesso sentimento», ha insistito. «Non accettiamo che Paesi stranieri possano interferire e poi intromettersi nel dibattito politico nazionale, indipendentemente dalle circostanze». «È questa la spiegazione che dobbiamo avere», ha aggiunto, precisando che bisognerà anche discutere delle sanzioni americane nei confronti di diversi cittadini europei, tra cui l'ex commissario europeo Thierry Breton e il giudice Nicolas Guillou della Corte penale internazionale. Nel corso dell’intervista su FranceInfo, Barrot è tornato anche sul dissidio tra Emmanuel Macron e la premier italiana Giorgia Meloni, sempre a proposito del caso Quentin Deranque. Meloni era stata la prima a intervenire la prima a intervenire con un messaggio di condoglianze al popolo francese che aveva irritato Emmanuel Macron. «Che ognuno resti in casa propria e le pecore saranno ben guardate», le aveva risposto il presidente francese con un proverbio popolare che equivale in sostanza a un invito a farsi gli affari propri, provocando un nuovo raffreddamento della relazione tra i governi di Italia e Francia: il premier Sébastien Lecornu atteso domenica sera alla cerimonia di chiusura dei Giochi di Milano Cortina ha rinunciato «per motivi di salute», e l'importante vertice bilaterale già programmato per il 9-10 aprile a Tolosa è stato rinviato. Barrot ha commentato che le frasi di Macron a Meloni erano «la risposta del pastore alla pastorella», altro proverbio francese – nello stesso registro agreste - che significa «una risposta per le rime». Il ministro ha ripetuto anche a questo proposito la linea che «non abbiamo lezioni da ricevere su tutela dell'ordine pubblico e violenze da parte dell'internazionale reazionaria», aggiungendo però che «il caso è chiuso». Italia e Francia sono due Paesi vicini «che vogliono approfondire la loro collaborazione nei prossimi mesi», il vertice era stato già rinviato in precedenza, e in primavera Barrot sarà felice di co-presiedere col ministro Tajani a Aosta un comitato transfrontaliero franco-italiano.

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