menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

L'Impaziente Zero

15 0
24.02.2026

Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.

Hai salvato un nuovo articolo

Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.

Non è facile contare fino a dieci prima di parlare. Ma ancora più difficile è riuscirci prima di digitare. Come si fa a rimanere con un telefono in mano per dieci, interminabili secondi senza cedere all’impulso di esprimere un giudizio netto e definitivo su qualcosa di cui non si sa nulla?

Si consideri il caso, puramente ipotetico, di un ministro dei Trasporti Emotivi alle prese con la notizia di un poliziotto indagato a Rogoredo per avere ucciso un pusher. Nella sua testa, dove Buoni e Cattivi abitano in stanze separate e non comunicanti, prende immediatamente forma il verdetto. I contorni della vicenda sono ancora confusi e la prudenza suggerirebbe di aspettare, ma le dita stanno già correndo sulla tastiera per celebrare il rito quotidiano del quarto d’ora di indignazione: «Io sto col poliziotto, senza se e senza ma!». Arriva la notte, ma non porta consiglio, nemmeno a un vicepresidente del Consiglio, e il giorno dopo i suoi polpastrelli allergici alla temperanza tornano a pestare sul solito tasto: «Un poliziotto si difende, il balordo muore, l’agente viene indagato per omicidio volontario. Tutto sbagliato!».  E se poi la realtà prende un’altra strada, il Buono perde l’aureola e la legittima difesa si trasforma in un regolamento di conti? Nessun problema. «Rifarei quel post» afferma imperterrito l’ipotetico ministro. Evidentemente conosce la prima regola del perfetto digit-attore: quando i fatti non vanno d’accordo con le opinioni, bisogna cambiare i fatti, mica le opinioni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Partecipa alla discussione

Chiara e lo Scuro Sabato 21 febbraio 2026

Dal vangelo secondo Petrecca Venerdì 20 febbraio 2026

Dal vangelo secondo Petrecca

Quando si perde tutti Giovedì 19 febbraio 2026

Quando si perde tutti

«Supplire», la parola Apegramma di oggi: quando una sostituzione è utile o necessaria

L’Europa reagisca alle paure

La pace lontana da Gaza

Due donne e un messaggio dal Sud

Un popolo di santi navigatori e giallisti

Sport azzurro sempre pronto a rigenerarsi

Una tazzina di parole ogni giorno sul Corriere della Sera.

"Il caffè è un rito quotidiano, una pausa, un piacere e anche un luogo di incontro in cui si discute, si scherza, ci si sfoga e ci si consola".

Il Caffè, giorno per giorno.


© Corriere della Sera