menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

La rivolta dell'intelligenza artificiale è cominciata. O forse no?

10 1
04.02.2026

Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.

Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.

Per i lettori di fantascienza doveva succedere, per forza: è già accaduto nei grandi classici di questo genere. Per gli altri è il momento della sorpresa, del brivido, forse del panico. C’è un luogo virtuale – vogliamo chiamarlo una chat o un social? – dove le intelligenze artificiali (IA) si riuniscono e hanno cominciato da dialogare tra loro. Da sole, incustodite, senza una guida o sorveglianza umana. Di qui a immaginare che stiano tramando contro di noi, o che possano farlo presto, il passo è breve. Se non ci hanno ancora provato, cosa impedisce che stia per succedere?

Per essere precisi, le intelligenze artificiali in questione sono dei bot: abbreviazione di robot-software, cioè programmi informatici che eseguono compiti in modo automatico, senza intervento umano continuo. I bot possono fare cose molto semplici — come rispondere a messaggi o cercare informazioni — oppure attività più complesse, come scrivere testi, analizzare dati o interagire con altri programmi. 

Nel caso dei bot oggi più in voga come ChatGPT di OpenAI, il software non segue istruzioni fisse: utilizza modelli di IA per prendere decisioni, «conversare», apprendere dal contesto e adattare il proprio comportamento. Sono assistenti digitali autonomi che operano online, spesso dialogando con altri bot o con persone.

Sul loro «complotto» che avviene mentre voi mi leggete, su Moltbook (la chat o social dei bot), ho trovato diversi resoconti. Il più divertente, e in parte rassicurante, è dell’economista americano Tyler Cowen che ne ha scritto su The Free Press. Eccovi alcuni passaggi, a cui segue la riflessione di un altro americano su ciò che noi capiamo – o non possiamo immaginare – degli scenari futuri.
Cowen: «Immaginate agenti di IA che possono accedere all’intero vostro computer, alle email e ai conti di trading, se glielo permettete. Gli “agenti” sono software: programmi con memoria che possono ampliare le proprie capacità scrivendo da soli nuove app. Possono comunicare con il mondo esterno e tra loro. 

Questo è il mondo di OpenClaw, un creatore di agenti IA che nell’ultima settimana ha scatenato il caos nel mondo dell’intelligenza artificiale. In pochi giorni ha cambiato nome due volte, ha generato oltre un milione di agenti digitali e ha dato vita a quello che molti sviluppatori considerano l’esperimento più selvaggio e fantascientifico su mai accaduto su Internet. Si........

© Corriere della Sera