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Trump e i miliardi dietro la «pace» Ucraina-Russia: dal petrolio di Lukoil alla centrale di Zaporizhzhia, ecco cosa vuole per i «suoi» oligarchi

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17.12.2025

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Gli affari di grossi investitori americani, in stretta collaborazione con la Casa Bianca e d’intesa con il Cremlino, stanno diventando sempre più leggibili

Iniziano a profilarsi, nelle motivazioni, alcune delle ultime svolte diplomatiche dell’America di Donald Trump nei rapporti con la Russia. 

Due in particolare: la gestione delle sanzioni sul petrolio e l’apertura degli Stati Uniti al riconoscimento alla Russia di alcuni dei territori ucraini presi con la forza in questi anni. 

Su entrambi i fronti gli affari di un certo numero di grossi investitori americani, in stretta collaborazione con la Casa Bianca e d’intesa con il Cremlino, stanno diventando sempre più leggibili. Prende così forma a margine nei negoziati sulla guerra un sistema oligarchico degli affari in cui l’America trumpiana sembra quasi inspirarsi al modello russo.

Vediamo entrambi questi passaggi, uno per uno.

Il sintomo che qualcosa sta accadendo nel business fra russi e americani, non solo nella politica, è arrivato alla fine della scorsa settimana con un annuncio tenuto il più possibile in sordina. 

Per la seconda volta l’amministrazione Trump ha rinviato, dal 13 dicembre al 17 gennaio, la scadenza per la cessione delle attività estere del gruppo privato russo Lukoil (la prima scadenza era stata fissata in ottobre al 21 novembre, per poi essere spostata all’ultimo momento).

La posta in gioco è tutt’altro che trascurabile. Oltre che vari uffici di trading in........

© Corriere della Sera