E l’Italia sparì: l’occasione perduta tra i miti e i confronti (sempre utili) di Davos
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Giorgia Meloni ha cancellato lâappuntamento al Wef. Ma così il nostro il Paese ha avuto una finestra in meno per capire le ultime ondate di innovazione, attrarre investitori, esprimersi, contare
Per lâultimo quarto di secolo il World Economic Forum, è stato vittima di due miti uguali e contrari. Il mito ottimista, di coloro che avevano creduto alla «fine della storia» promessa da Francis Fukuyama con il trionfo dellâordine legale internazionale e dei valori liberali: era la Davos di Tony Blair e Bill Clinton giovani leader dei Paesi-guida dellâOccidente e, anni dopo, di Greta Thunberg che dalle montagne svizzere parlava del «pianeta in fiamme». Per questi il World Economic Forum serviva davvero per cambiare il mondo in meglio, o così dicevano. Poi, dalla «battaglia di Seattle» del 1999 dei primi dimostranti antiglobalizzazione, è cresciuto il mito populista della cabala di Davos. Una cittadina svizzera, anonima dietro la coltre di neve, diventa il covo dove una setta di miliardari e potenti si trova........
