Brutte tentazioni (a Parigi) per paura di Marine Le Pen
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Quasi trent’anni fa, la scelta del primo presidente della Banca centrale europea arrivò dopo un negoziato estenuante. La Germania di Helmut Kohl voleva l’olandese Wim Duisenberg, la Francia di Jacques Chirac il proprio governatore Jean-Claude Trichet. Alla fine servì una forzatura: Duisenberg fece sapere che non sarebbe rimasto per gli otto anni previsti e, in sostanza, avrebbe lasciato la mano a Trichet a metà mandato. Funzionò. Ma riportare logiche politiche nei tempi della Bce, oggi, non sembra una grande idea.L’ipotesi che Christine Lagarde lasci il suo posto prima del tempo circola da qualche mese. La francese è presidente a Francoforte da più di sei anni e ha dalla sua un bilancio solido del proprio operato. Ha guidato la squadra di vertice senza fratture, ha reagito con forza alla recessione pandemica, poi alzato i tassi rapidamente ma con misura contro l’inflazione, mettendo ordine nella dinamica dei prezzi senza riportare l’Europa in recessione. Di recente ha mostrato in poche mosse — volte a rafforzare il ruolo globale dell’euro — che legge perfettamente il nuovo contesto sotto Donald Trump: l’Europa deve iniziare a muoversi senza la tutela americana e Lagarde sta aiutando, anche in questo.
Dovrebbe continuare a farlo fino........
