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L'export cinese destabilizza il mondo

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03.01.2026

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C’è una buona probabilità che, a Natale, il caviale sulle vostre tavole (si fa per dire) fosse cinese. Si scopre infatti che, nel mondo, il 35 per cento delle uova di storione trattate è prodotto in Cina, come cinese è più del 40 per cento delle esportazioni globali della prelibatezza. In Italia la quota è sopra al 10 per cento, in crescita. Verrebbe da dire che Pechino sta vincendo la sfida economico-commerciale a mani basse, persino nei cibi di lusso: anche il foie gras e i tartufi sono in pieno boom. D’altra parte, gli oltre mille miliardi di surplus commerciale annunciati a inizio dicembre spingono a pensare la stessa cosa. E gli avanzamenti del Regno di Mezzo nell’innovazione tecnologica fanno spesso gridare allo straordinario.

Beh, dietro ai record e alla propaganda che li accompagna c’è una realtà piuttosto diversa: preoccupante per il resto del mondo e pericolosa per la Cina stessa. Se per l’Europa la Russia è una minaccia, la politica cinese è, sui tempi medio-lunghi, un pericolo probabilmente ancora maggiore. Innanzitutto, secondo gli analisti occidentali più autorevoli l’economia del gigante asiatico sta andando peggio di quanto sostiene il Partito Comunista. Inoltre, l’invasione mondiale di merci cinesi racconta due fenomeni destabilizzanti. Da un lato, blocca il........

© Corriere della Sera