Detenzioni alla calabra e procuratori per il No
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Detenzioni alla calabra e procuratori per il No
Il procuratore Woodcock, che ha scritto ieri su questo giornale in difesa del Sì al referendum sulla giustizia, ha perfettamente ragione: la riforma costituzionale non c’entra niente con gli errori giudiziari. I quali, aggiungiamo noi, fanno parte della fisiologia del sistema. In un’indagine su un episodio del passato, è infatti più che probabile che si prendano fischi per fiaschi. E il sistema dei tre gradi di giudizio serve appunto a garantire ai cittadini che un errore possa essere corretto. Se la riforma Nordio fosse stata in vigore già ai tempi del caso Tortora, è dunque probabile che non avrebbe evitato almeno una parte dell’ordalia cui fu sottoposto il povero conduttore televisivo, completamente innocente.
Ma è invece quasi certo che gli accusatori di Tortora, autori di un clamoroso sbaglio, non sarebbero poi stati promossi ripetutamente (come è successo al pm Lucio Di Pietro, fino a diventare Procuratore generale di Salerno), né sarebbero stati eletti al Csm (come è accaduto a Felice Di Persia) grazie al gioco dell’appartenenza alle correnti e dell’anzianità, che il sistema del sorteggio e l’istituzione di un’Alta Corte per accertare le responsabilità disciplinari dei magistrati ora potrebbe spezzare
D’altra parte, l’errore giudiziario è una cosa. Altra cosa è l’ingiusta detenzione. Che è invece un fenomeno patologico del nostro sistema. E che riguarda quei purtroppo numerosissimi casi in cui la custodia cautelare è stata inflitta senza che........
