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Domenico, dopo le sospensioni il Monaldi cerca chirurghi.

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06.03.2026

Richiesta di curriculum inviata a Mario Fittipaldi, il medico che andò in aspettativa perché sottoutilizzato e che oggi opera a Londra. Prosegue il lavoro della Procura

Dopo i funerali del piccolo Domenico Caliendo, il bambino di due anni e cinque mesi morto il 21 febbraio per le conseguenze di un trapianto di cuore fallito, eseguito il 23 dicembre all’ospedale Monaldi, proseguono le indagini coordinate dalla Procura di Napoli (procuratore aggiunto Antonio Ricci, sostituto Giuseppe Tittaferrante) e condotte dai carabinieri del Nas.Sette persone sono indagate per omicidio colposo, tra questi figurano anche i nomi di Gabriella Farina e Guido Oppido, i due chirurghi che hanno guidato la fase del recupero del cuore dal donatore a Bolzano e il trapianto dell’organo ormai lesionato al piccolo Domenico. 

Tra autorizzazioni, cartelle cliniche, documenti sanitari e relazioni interne, gli inquirenti stanno cercando di far luce sulla catena di errori che ha portato alla morte del bambino. L’attenzione resta focalizzata sull’utilizzo del ghiaccio secco e sulla tipologia di contenitore isotermico di vecchia generazione adoperati per il trasporto dell’organo da Bolzano a Napoli, ma anche sulle tempistiche dell’intervento di espianto del cuore malato al piccolo paziente, sull’arrivo e sulla verifica dell’utilizzabilità del nuovo cuoricino.Accertamenti anatomopatologici saranno eseguiti a fine aprile sia sul cuore nativo di Domenico che su quello «bruciato» che gli è stato trapiantato a dicembre, per capire meglio cosa sia accaduto. Il tutto, anche alla luce della segnalazione fatta dai genitori di Domenico, che hanno denunciato di non essere mai stati informati di quanto accaduto: questa circostanza rientra anche in due esposti agli Ordini dei Medici a cui sono iscritti i due cardiochirurghi indagati, che nel frattempo sono stati sospesi dal Monaldi. 

Al vaglio ci sono anche le chat sui telefonini, i tabulati telefonici e le tante testimonianze raccolte finora, che ad oggi hanno fatto emergere anche un clima tutt’altro che sereno all’interno delle varie équipe del Monaldi. In una lettera a firma di undici infermieri, consegnata alla direzione dell'Azienda ospedaliera dei Colli, sono emerse minacce, insulti e un clima di paura tra il personale in servizio, e non solo tra chi prese parte al drammatico trapianto fallito. Un reparto in cui, secondo quanto afferma Fulvio Martusciello, segretario regionale di Forza Italia in Campania, «era presente anche la moglie di Oppido, cardiologa assunta al Santobono e successivamente trasferita al Monaldi. È legittimo chiedersi perché sia stato autorizzato un trasferimento che ha portato marito e moglie a lavorare nello stesso reparto e se non sia apparso inopportuno fin dall’inizio. Il suo compito era quello di seguire i pazienti operati dal marito. Ora apprendiamo che la dottoressa è stata trasferita in cardiologia pediatrica. La direttrice generale deve fornire più di una spiegazione su questa vicenda». 

Intanto il Monaldi alle prese con problemi di riorganizzazione della cardiochirurgia pediatrica, dopo la sospensione dei medici coinvolti nel caso di Domenico, il 27 febbraio scorso ha inviato con una pec a firma della direttrice generale Anna Iervolino, una richiesta di curriculum a Mario Fittipaldi, il cardiochirurgo salernitano che aveva lavorato in passato per sei mesi in ospedale, mettendosi poi in aspettativa dopo che era stato assegnato a un altro reparto anziché alla cardiochirurgia pediatrica. L’ospedale Monaldi ha specificato che la documentazione (interventi chirurgici eseguiti come primo operatore, tipologia delle procedure effettuate e relativi esiti clinici) viene richiesta «qualora intendesse riprendere le attività in qualità di cardiochirurgo pediatrico presso la Uoc di cardiochirurgia pediatrica e cardiopatie congenite». 

Attualmente Fittipaldi presta la sua opera come chirurgo presso un ospedale specializzato di Londra, dopo aver maturato un’importante esperienza internazionale di oltre dieci anni all’estero, tra Inghilterra, Spagna e Nuova Zelanda.All’invito del Monaldi Fittipaldi ha risposto a sua volta con Pec sottolineando, tra l’altro, che «a seguito della mobilità e della cessazione dal servizio di dirigenti afferenti alla medesima unità operativa, è stato successivamente bandito un ulteriore concorso per la disciplina di Cardiochirurgia pediatrica, senza che fosse disposto interpello interno nei confronti del sottoscritto, pur già in servizio a tempo indeterminato. Alla dismissione della Uosd il sottoscritto veniva assegnato senza alcun criterio alla Uoc di Cardiochirurgia degli adulti. Proprio in conseguenza della reiterata impossibilità di esercitare la disciplina pediatrica presso codesta Azienda — scrive ancora il chirurgo —, il sottoscritto ha dovuto ricorrere all’istituto dell’aspettativa, al fine di poter continuare a svolgere la propria attività professionale in ambito coerente con la propria formazione». Insomma una situazione non proprio semplice.

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