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Regione Campania, la rivoltadelle donne: «Escluse dai ruoli di vertice. E' grave»

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11.01.2026

Lella Golfo: «Vergognoso e inaccettabile». Fortini: «Altro che parità, ci tengono fuori»

C’era una volta Emily con la sua lista tutta al femminile per richiamare le donne all’impegno ed erodere dal di dentro il potere degli uomini; c’era una donna sindaco alla guida della città più importante del Sud e c’erano donne capaci di imporsi oltre la gentile concessione delle quote rosa, che si trattasse di stare in un listino o di sedere sullo scranno più alto del Consiglio regionale. Oggi il fermento che per lungo tempo ha fatto della Campania un laboratorio delle pari opportunità per le donne in politica - in un cammino che ha registrato tappe fondamentali come l’approvazione della legge sulla doppia preferenza copiata nel tempo da altre Regioni, e diventata strutturale nelle elezioni comunali di tutto il Paese - quel fermento che consentiva alla questione della presenza femminile nelle istituzioni di rimanere costantemente sotto i riflettori fin quasi a renderla una questione chiusa è evaporato, si è dissolto. Clamorosamente, ma allo stesso tempo silenziosamente: quello che più colpisce, in questi giorni in cui si parla molto della fotografia che immortala i capigruppo dell’intero arco costituzionale - dalla destra alla sinistra una pratica per soli uomini - è proprio il silenzio di molte, se non di tutte le donne protagoniste di quella lunga stagione di battaglie. Combattute soprattutto a sinistra.

«Quello che sta accadendo in Campania è vergognoso e politicamente inaccettabile e mi auguro che le forze politiche, Pd e M5S in prima linea, prendano ufficialmente posizione»........

© Corriere del Mezzogiorno