Regione Campania, la rivoltadelle donne: «Escluse dai ruoli di vertice. E' grave»
Lella Golfo: «Vergognoso e inaccettabile». Fortini: «Altro che parità , ci tengono fuori»
Câera una volta Emily con la sua lista tutta al femminile per richiamare le donne allâimpegno ed erodere dal di dentro il potere degli uomini; câera una donna sindaco alla guida della città più importante del Sud e câerano donne capaci di imporsi oltre la gentile concessione delle quote rosa, che si trattasse di stare in un listino o di sedere sullo scranno più alto del Consiglio regionale. Oggi il fermento che per lungo tempo ha fatto della Campania un laboratorio delle pari opportunità per le donne in politica - in un cammino che ha registrato tappe fondamentali come lâapprovazione della legge sulla doppia preferenza copiata nel tempo da altre Regioni, e diventata strutturale nelle elezioni comunali di tutto il Paese - quel fermento che consentiva alla questione della presenza femminile nelle istituzioni di rimanere costantemente sotto i riflettori fin quasi a renderla una questione chiusa è evaporato, si è dissolto. Clamorosamente, ma allo stesso tempo silenziosamente: quello che più colpisce, in questi giorni in cui si parla molto della fotografia che immortala i capigruppo dellâintero arco costituzionale - dalla destra alla sinistra una pratica per soli uomini - è proprio il silenzio di molte, se non di tutte le donne protagoniste di quella lunga stagione di battaglie. Combattute soprattutto a sinistra.
«Quello che sta accadendo in Campania è vergognoso e politicamente inaccettabile e mi auguro che le forze politiche, Pd e M5S in prima linea, prendano ufficialmente posizione»........
