Report, fumi tossici al Porto di Napoli. Cuccaro (Autorità Portuale): «Alle banchine elettrificate non ci credo»
In realtà il presidente dell'Authority è più realista del Re: secondo il Comune solo il 5% delle navi è attrezzato per ricevere energia elettrica
La trasmissione Report di Sigfrido Ranucci questa domenica si è occupata, con Berardo Iovane, dei porti d'Italia con particolare riferimento ai fumi da olio combustibile e altri carburanti più o meno inquinanti delle navi che stazionano, praticamente in centro città - a Napoli come a Genova, Ancona o Livorno - a motori accesi senza soste. Iovane, passando anche dalla redazione del Corriere del Mezzogiorno che affaccia sui moli Beverello e Pisacane, dopo aver raccolto le testimonianze degli abitanti che gli mostravano i vetri delle finestre di casa coperti da fuliggine e dopo aver ascoltato i dati sull'incidenza delle malattie correlabili allo zolfo o al biossido di azoto dal presidente di Isde-Medici dell'Ambiente Antonio Marfella, si è mostrato sorpreso quando, valutando lo stato dei lavori per le banchine elettrificate (almeno) alla Stazione Marittima dove attraccano le navi da crociera - un progetto da 25 milioni partito dopo decenni di denunce dei comitati per la salute - ha intervistato il presidente dell'Autorità portuale.
«A Napoli non solo i lavori sono in ritardo», dice Report, «sono stati stanziati 25 milioni ma il problema è (ancora) individuare la sede che ospiterà la cabina elettrica principale che dovrà servire sia il porto che la città, perché c'è una carenza di potenzialità energetica... però poi il presidente dell'Autorità ci spiazza totalmente».
«Chi la compra l'energia alle banchine?»
Dunque Eliseo Cuccaro, presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale (che comprende i porti di Napoli, Salerno e Castellammare) gli dice: «Io sono molto schietto su questo, io non ci credo tantissimo e lo dico con molta fermezza. Immagini soltanto quanta potenza serve ad un porto. Napoli non ce l'ha. Noi dovremo attingere a questa fonte di energia da qualche parte e dovrebbe essere prodotta altrove. Non dimentichiamo che in Italia l'energia pulita non l'abbiamo. E c'è scetticismo anche da parte dei fornitori di energia. Penso che loro abbiano registrato in questo momento poco interesse dal cliente, se non ci sono navi elettriche, questa energia elettrica portata alle banchine, chi la deve comprare? Questo è il tema».
Report poi passa subito a Genova, «dove invece l'autorità portuale ci crede, ha già........
