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Appalti Regione Campania, la giunta Fico introduce il criterio premiale della retribuzione minima

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26.01.2026

Approvato in Giunta il disegno di legge che stabilisce una misura a tutela dei lavoratori impiegati nei contratti pubblici di competenza regionale. Sarracino (Pd): va nella direzione contraria del governo su lavoro povero e precarietà

La Giunta regionale della Campania, nella sua prima seduta, ha approvato come primo atto di indirizzo legislativo il disegno di legge recante "Disposizioni per l'introduzione di una retribuzione oraria minima nei contratti pubblici di appalto e nelle concessioni di competenza regionale".

Il provvedimento prevede che in tutte le procedure di gara della Regione, delle ASL, degli enti strumentali e delle società controllate sia attribuito un punteggio premiale agli operatori economici che si impegnano ad applicare una retribuzione minima oraria non inferiore a 9 euro lordi, soglia che l'ISTAT indica come discrimine tra lavoro dignitoso e povertà lavorativa. 

Il punteggio potrà crescere progressivamente per le imprese che offrano retribuzioni più elevate. Il disegno di legge prevede inoltre un meccanismo di aggiornamento annuale dell'importo minimo. Il disegno di legge sarà ora trasmesso al Consiglio regionale, cui spetta l'esame e l'approvazione definitiva.

«Manteniamo un impegno preso con i cittadini campani in campagna elettorale - ha dichiarato Fico -. In Italia un lavoratore su dieci percepisce una retribuzione sotto la soglia di povertà lavorativa; In Campania, dove le retribuzioni medie sono inferiori del 26% rispetto alla media nazionale, il fenomeno è ancora più acuto. Con questa legge utilizziamo la leva degli appalti pubblici per premiare le imprese che garantiscono ai propri dipendenti una retribuzione dignitosa, come prescrive l'articolo 36 della nostra Costituzione. Sono molto orgoglioso del fatto che questo figuri tra i primi provvedimenti approvati dalla Giunta. Si tratta di un segnale doveroso: il "lavoro povero" è una contraddizione intollerabile, calpesta i diritti e la dignità dei lavoratori. Il dovere delle istituzioni è intervenire per favorire misure di giustizia sociale, contrastare disparità e povertà lavorativa. Ed è........

© Corriere del Mezzogiorno