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Centro storico di Napoli, batterista aggredito da un gruppo di ragazzini. Il patron del Kestè: «Qui è il caos tra spacciatori e alcol ai minori»

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Il musicista è stato ricoverato in ospedale. Fabrizio Caliendo invia una Pec a prefetto e sindaco: «Il territorio non può essere abbandonato a se stesso»

Sabato sera, le due di notte circa in via De Marinis, una strada nei pressi di Largo San Giovanni Maggiore Pignatelli, nel centro storico di Napoli. Emanuele, un musicista di una trentina di anni, cammina da solo. Lo avvicina un gruppo di ragazzini: parole di scherno, provocazioni; lui li rintuzza, risponde alle provocazioni. I ragazzini lo aggrediscono. Sono diversi ed alla fine il musicista subisce colpi tali da richiedere il ricovero in ospedale. Dovrà subire un intervento chirurgico alla caviglia. Racconta la vicenda Fabrizio Caliendo, che è il gestore del Kestè, storico locale del centro storico di Napoli, proprio di fronte alla sede della università l’Orientale, nonché amico del musicista malmenato. «Ho appreso quanto è successo», racconta........

© Corriere del Mezzogiorno