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Bagnoli-Coroglio, espropri-lumaca e scoppia la protesta

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15.04.2026

Circa 130 famiglie da anni attendono che le abitazioni vengano inserite nel piano di riqualificazione

Chiedono certezze riguardo ai tempi di avvio degli espropri a Coroglio, dove abitano, e sulla data in cui partiranno i lavori per la realizzazione dei nuovi alloggi. Se certezze non ci sono, auspicano che si valuti la decadenza degli espropri notificati ormai sei anni fa e che si modifichi il progetto per Bagnoli al fine di integrare le case destinate ad essere demolite nel piano di riqualificazione. In più, lamentano di avere già subito danni economici, perché tra l’altro non hanno potuto vendere i propri appartamenti e neanche sottoporli a lavori, in attesa degli espropri paventati, e per questo vorrebbero il risarcimento dei danni. Passano all’offensiva giudiziaria i residenti nel borgo a due passi dalla Cementir e dall’Italsider. 

Circa sei anni fa, quando furono recapitati i provvedimenti di esproprio ad oggi rimasti lettera morta, fu detto loro che avrebbero avuto in cambio nuovi appartamenti nella zona ex Cementir dopo che la stessa fosse stata bonificata e resa sicura.

A febbraio i residenti del borgo, che vivono in un limbo, avevano incontrato il prefetto Michele di Bari e gli avevano chiesto di intercedere affinché la loro situazione fosse in qualche modo definita. Avevano espresso tutto il proprio disagio ed avevano sollecitato le istituzioni a farsi carico di decisioni che ponessero fine alla condizione di incertezza che li stava sfinendo e sfiancando. Successivamente i residenti di Coroglio hanno inviato una diffida al Comune di Napoli, nella quale invocavano e pretendevano anche chiarimenti sulle modalità di determinazione e corresponsione degli indennizzi. Dovranno ancora aspettare, però, perché Palazzo San Giacomo ha rimandato la palla nel campo del Commissario straordinario per la bonifica e la rigenerazione urbana dell’area di Bagnoli-Coroglio. Al timone di quest’ultimo è sempre Gaetano Manfredi, il sindaco di Napoli, ma dal punto di vista amministrativo Comune e Commissariato sono naturalmente due realtà distinte e separate e non condividono le medesime responsabilità sull’area ex Italsider e Cementir. Non manca di sottolinearlo l’architetto Andrea Ceudech, responsabile dell’area Urbanistica di Palazzo San Giacomo, nella nota che ha inoltrato al Commissariato. Scrive: «Si precisa che il Comune interviene nell’ambito delle conferenze di servizi decisorie per l’approvazione del Praru (il piano di recupero per l’area ex Italsider, n.d.t.) e dei suoi stralci, esprime pareri sulla conformità dei progetti di rigenerazione urbanistica ed ambientale, segnala la necessità di adeguamenti di tipo urbanistico». Precisa poi che «le procedure espropriative, gli indennizzi ad esse connessi, le relative tempistiche e modalità di determinazione e corresponsione degli indennizzi e quant’altro richiesto sono in capo al Commissario straordinario di governo». Le famiglie coinvolte nelle procedure di esprorio, secondo stime che sono circolate negli utimi anni, sono circa 130.

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