Settimana Santa, Via Crucis in napoletano in piazza Mercato. Oggi la lavanda dei piedi del cardinale ai poveri
Al via i Riti anche a Napoli. Nella giornata del Venerdì Santo l'iniziativa di parrocchie e scuole nel cuore della città
«Gesù cade p'a terza vota», il disegno di una bambina di Napoli
Via Crucis in napoletano domani sera a piazza Mercato. Tra costumi d’epoca, dialetto autentico e collaborazione delle parrocchie locali, il rito della Passione di Cristo diventa un appuntamento capace di unire fede e territorio, dando vita a un venerdì santo unico, a partire dalle 22. L’iniziativa coinvolge le parrocchie di santa Maria la Scala con don Francesco De Luca, sant’Arcangelo agli Armieri e sant’Eligio Maggiore con don Alessandro Overa, che ha esteso il progetto a tutti i plessi scolastici del quartiere con il supporto dell’associazione Asso.gio.ca.
«Una Via Crucis in napoletano – spiega don Francesco De Luca – che nasce da una provocazione evangelica: l’invito di san Paolo ad annunciare il Vangelo “in ogni occasione, opportuna e inopportuna”. Abbiamo voluto che il Venerdì santo non fosse solo un momento devozionale, ma un autentico tempo di annuncio ed evangelizzazione».
L’idea nasce dall’ascolto della vita concreta del quartiere. Gesù non parlava un linguaggio distante, ma quello della gente: allo stesso modo, il napoletano restituisce al Vangelo immediatezza e concretezza. Così Cristo appare come uno di noi, che condivide sofferenze e speranze quotidiane.Il progetto coinvolge anche le Unioni cattoliche Operaie e le Congreghe ma soprattutto le scuole hanno contribuito: le 14 stazioni saranno illustrate dai ragazzi dell’Istituto Moricino che hanno stampato i cartelloni. Con loro anche i giovani del quartiere.
«È la prima volta che viene proposto un progetto di questo tipo – aggiunge Alessia Del Forno, referente di Asso.gio.ca – e l’entusiasmo dei ragazzi ha trasformato l’iniziativa in un percorso educativo unico. I disegni, interamente in napoletano, riflettono dolore, speranza e amore».Molti vivono ogni giorno una personale via crucis, segnata da difficoltà e attese. «Indossare il costume tradizionale non è solo estetica - spiega don Alessandro Overa -. Riporta indietro nel tempo e fa sentire parte viva della storia e delle tradizioni». Per un venerdì santo che unisce tradizione, fede e creatività.
Intanto oggi cominciano i riti della Settimana Santa in tutte le parrocchie e i quartieri della città. Un impegno che a livello diocesano vede il cardinale don Mimmo Battaglia presiedere oggi pomeriggio alle 18 la Messa in Coena Domini e la lavanda dei piedi con i poveri presso la Basilica di San Pietro ad Aram. Attorno all’altare, i senza dimora ospiti della Comunità delle Genti, del Binario della solidarietà e di Casa Bartimeo, i medici di strada e gli operatori. Domani alle 17,30 l’arcivescovo presiederà in cattedrale la Passione del Signore; sabato 4 aprile, veglia pasquale alle 22.30 e domenica 5 la messa di Pasqua alle 11.
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