L'avvocato della famiglia di Domenico: «Altri rivolti a me per una morte post-trapianto»
Petruzzi: «Anche in questo secondo caso mi hanno riferito di comportamenti anomali di alcuni medici». Si tratta di una bimba morta nel 2021, per trasportare l'organo fu usato lo stesso tipo di box frigo
L'ospedale Monaldi e nel riquadro l'avvocato Francesco Petruzzi
«Un’altra famiglia si è rivolta al mio studio legale per un altro trapianto di cuore con esito negativo e stiamo continuando con le nostre indagini difensive per far emergere tutta la verità su quanto successo a Domenico Caliendo». Conferma di avere «piena fiducia nella magistratura e nel lavoro che si sta facendo su questo caso» l’avvocato Francesco Petruzzi, che rappresenta Patrizia e Antonio, i genitori di Domenico, il bambino di due anni e cinque mesi morto quindici giorni fa dopo aver trascorso due mesi in coma farmacologico in seguito ad un trapianto di cuore fallito eseguito all’ospedale Monaldi di Napoli il 23 dicembre scorso. Un caso, quello del piccolo Domenico Caliendo, sul quale sono in corso le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli e delegate ai carabinieri del Nas.
Parallelamente, però, Petruzzi ha annunciato che una seconda famiglia sta valutando di chiedere approfondimenti su quanto accaduto in un precedente caso di trapianto di cuore pediatrico, purtroppo conclusosi in maniera nefasta per una crisi di rigetto incorsa in una seconda fase. «Anche in questo caso, durante i primi colloqui mi hanno riferito comportamenti anomali da parte di alcuni medici», ha spiegato il legale. I dubbi ai familiari della piccola paziente deceduta circa cinque anni fa sono venuti dopo le prime rivelazione sul caso di Domenico Caliendo. Prima d’ora, infatti, non erano state presentate denunce su quanto accaduto nel 2021, ma non è escluso che — a distanza di tempo — i genitori della bambina possano farlo adesso.
Tra i dettagli emersi, c’è l’utilizzo praticamente dello stesso box-frigo di vecchia generazione, confermato anche da un filmato girato all’esterno della sala operatoria in quelle ore concitate: «Era lo stesso modello di quello utilizzato per Domenico — ha confermato l’avvocato Petruzzi — nonostante le linee guida del Centro nazionale trapianti prevedano quelli con termostato già dal 2018». Eventuali segnalazioni o denunce saranno valutate in settimana. Intanto, ieri l’ospedale Monaldi ha comunicato l’avvio di una convenzione siglata tra l’Azienda ospedaliera dei Colli e l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. Per i prossimi tre mesi, una équipe altamente specializzata del Bambino Gesù opererà stabilmente a Napoli. Saranno distaccati presso il Monaldi quattro professionisti: un cardiochirurgo, un anestesista, un infermiere ferrista e un perfusionista, figure fondamentali per garantire la gestione dei casi più complessi e delle procedure cardiochirurgiche più avanzate.
Un accordo voluto per garantire continuità assistenziale e rafforzare ulteriormente la qualità delle cure offerte ai piccoli pazienti e alle loro famiglie, dopo quanto accaduto con il caso di Domenico, che ha già portato anche alla sospensione dei due cardiochirurghi indagati, Guido Oppido e Gabriella Farina. «La possibilità che questa drammatica vicenda potesse avere ripercussioni sull’attività cardiochirurgica ha spinto l’Azienda a verificare tutte le possibili soluzioni, interne ed esterne all’ospedale – sottolinea il direttore generale dell’Azienda ospedaliera dei Colli, Anna Iervolino – e abbiamo immediatamente attivato una collaborazione con uno dei centri pediatrici più autorevoli a livello nazionale. L’obiettivo è garantire la piena operatività del servizio, tutelando i pazienti e rafforzando ulteriormente un settore strategico della nostra Azienda».
La convenzione, dunque, rappresenta la prima concreta risposta a quanto accaduto a partire dal 23 dicembre ed ha l’obiettivo di rafforzare e rilanciare l’attività di cardiochirurgia pediatrica. L’accordo nasce da una collaborazione tra le due strutture che va avanti da tempo e punta ad essere un’occasione di rilancio di una nuova fase di sviluppo dell’attività al Monaldi. In base all’accordo, l’équipe lavorerà in stretta integrazione con i professionisti dell’Azienda ospedaliera dei Colli e, in caso di necessità, la collaborazione potrà essere ulteriormente rafforzata con il supporto aggiuntivo di altri specialisti, tra cui un ulteriore cardiochirurgo e un anestesista.
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