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Domenico, richieste di trasferimento

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07.03.2026

La dg: «Tutto già segnalato agli uffici». Il governatore: urge continuità assistenziale

Accuse incrociate, segnalazioni, richieste di trasferimento, vere e proprie denunce. Dopo il drammatico trapianto di cuore fallito che ha portato alla morte del piccolo Domenico Caliendo, al Monaldi sono iniziate le accuse incrociate, affidate ad una serie di lettere, tutte indirizzate alla direzione generale dell’Azienda ospedaliera dei Colli. Quella di undici infermieri del 27 gennaio era stata preceduta da quella della caposala. E ieri, la direzione generale ha deciso di fare chiarezza: «Al fine di evitare uno stillicidio di notizie che rischia di delegittimare l’operato di un intero ospedale». E aggiunge: «Sono pervenute diverse comunicazioni da parte del personale del comparto impegnato nelle attività di sala operatoria dell’Unità operativa complessa di cardiochirurgia pediatrica e delle cardiopatie congenite». 

E ancora: «Tutte le segnalazioni, insieme alle richieste di trasferimento presentate da alcuni operatori, sono state trasmesse alla Medicina del Lavoro e al Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione - prosegue la nota -  affinché venisse valutata la possibile correlazione con situazioni di stress lavorativo, anche in relazione al tragico evento». Le missive sono state trasmesse anche all’Ufficio procedimenti disciplinari che ha già adottato la sospensione per i due cardiochirurghi Guido Oppido e Gabriella Farina, indagati per aver preso parte alle fasi dell’espianto e del trapianto.

Anche la Procura di Napoli ha acquisito la documentazione. «Infine — si legge nella nota dell’azienda dei Colli — la direzione generale ha richiesto al direttore infermieristico di attestare se, ai suoi atti, risultino eventuali ulteriori comunicazioni che non abbiano seguito l’ordinario iter previsto dall’organigramma aziendale». Ma soprattutto il vertice aziendale. Il caos è palpabile. Ieri il direttore amministrativo del Monaldi, Alberto Pagliafora, prima ha rassegnato le dimissioni dall’incarico «per seri problemi personali» e poi le ha ritirate «nella consapevolezza della delicatezza della fase che l’ospedale sta attraversando». Al governatore Roberto Fico è stato chiesto se possa esserci in valutazione l’ipotesi di commissariamento del Monaldi: «L’ho già detto, poi tutto verrà, non deve venire tutto nell’immediato — ha risposto — dobbiamo fare una programmazione seria, complessiva. Stiamo lavorando seriamente su tutti quanti gli aspetti. La prima cosa che interessa alla Direzione salute della Regione è soprattutto la continuità assistenziale». 

La richiesta «lasciate curare i nostri bambini» era arrivata dall’associazione Battiti, che rappresenta i genitori dei bambini con cardiopatie. «Mentre la magistratura procede con gli accertamenti necessari — chiedono il presidente Stanislao Forte e il segretario Rino Comitale — si consenta ai medici di lavorare e alle famiglie di proseguire il proprio percorso di cura senza essere travolte da un clima di terrore e incertezza».Sul fronte dell’inchiesta, le indagini — coordinate dal procuratore aggiunto Antonio Ricci e dal sostituto Giuseppe Tittaferrante e delegate ai carabinieri del Nas guidati dal colonnello Alessandro Cisternino — proseguono con l’analisi di tutta la documentazione, anche con la valutazione di possibili profili di colpa che portano a Bolzano, al momento esclusi. 

Per omicidio colposo, infatti, restano indagati sette operatori sanitari del Monaldi. Ieri il procuratore di Bolzano, Axel Bisignano, ha spiegato perché tutti gli atti relativi all’indagine per la morte del piccolo Domenico siano stati trasmessi a Napoli, nonostante le denunce di due associazioni di consumatori presentate anche in Alto Adige: «In caso di omicidio colposo — ha detto Bisignano — la competenza è della Procura dove è avvenuta l’azione di omissione. Si parla di una catena di errori, il primo dei quali sarebbe avvenuto a Napoli, al momento della partenza dell’équipe incaricata dell’espianto». Qualora, nel corso delle indagini emergesse, invece, che il primo errore che ha portato al danneggiamento dell’organo sia stato commesso a Bolzano con la fornitura di ghiaccio secco anziché di quello tradizionale per il trasporto del cuore, allora il fascicolo passerebbe, per competenza, alla Procura bolzanina.

Ieri mattina mamma Patrizia Mercolino è tornata al Monaldi per raccogliere i tanti peluche e giocattoli all’ingresso della struttura ospedaliera. «I pupazzi verranno lavati e asciugati con cura — ha spiegato la madre di Domenico — per essere donati in beneficenza ai bambini che non hanno nulla e consegnati a quelli ricoverati negli ospedali. Vogliamo trasformare un ricordo pieno d’amore in un gesto che possa far nascere un sorriso. Gli altri oggetti, invece, entreranno a far parte della nostra Fondazione».

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