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Domenico, Fico: «Ispezione straordinaria al Monaldi, quadro preoccupante». E trasferisce il Centro regionale trapianti

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17.03.2026

Il governatore annuncia il ricorso a professionalità esterne per valutare possibili «responsabilità» e relative «misure disciplinari». La ripresa dei trapianti «subordinata alla realizzazione di interventi strutturali indifferibili»

Nuova ispezione, stavolta «straordinaria», all’ospedale Monaldi e trasferimento immediato del Centro Regionale Trapianti direttamente negli uffici della Regione. Sono questi due dei quattro provvedimenti immediati decisi dal presidente della Regione Roberto Fico, dopo aver letto le conclusioni della prima istruttoria avviata dalla Direzione Generale per la Tutela della Salute sulla vicenda del piccolo Domenico Caliendo, il bambino morto il 21 febbraio all’ospedale Monaldi dopo sessanta giorni in terapia intensiva in seguito ad un trapianto di cuore fallito eseguito lo scorso 23 dicembre.  

In attesa di novità sul fronte dell’inchiesta – ci sono sette indagati al Monaldi – ieri è arrivata la nota della Regione che parla di «gravi disfunzioni» emerse nella gestione dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, per le quali Fico – che ha trattenuto la delega alla Sanità – ha disposto «l’adozione di una prima serie di misure che intendono rispondere all’esigenza prioritaria di proteggere i pazienti, riorganizzare il sistema e accertare le responsabilità». 

«L’accertamento avviato nelle scorse settimane ha restituito un quadro estremamente preoccupante – ha dichiarato il presidente Fico – con questi provvedimenti la Regione, in raccordo istituzionale con il Ministero della Salute, nel rispetto delle reciproche competenze, avvia una prima serie di misure di tipo organizzativo. La struttura ispettiva avrà un mandato che includerà espressamente la valutazione delle responsabilità gestionali e disciplinari. Questa vicenda ci impone di intervenire con la massima determinazione, serietà e senso di responsabilità affinché eventi del genere non abbiano più a ripetersi».  

L’istruttoria condotta nelle scorse settimane dalla Direzione Generale per la Tutela della Salute ha accertato «un quadro di criticità più grave di quanto inizialmente emerso» tra protocolli di trasporto e conservazione degli organi non aggiornati, mancato utilizzo di dispositivi di conservazione disponibili in Azienda, formazione del personale inadeguata, un clima relazionale interno gravemente deteriorato e preesistente all’evento del 23 dicembre, significativi ritardi nelle comunicazioni alle autorità sanitarie regionali e nazionali. L’insieme di questi elementi «configura una problematicità organizzativa sistemica preesistente». 

Quattro sono i provvedimenti immediati decisi da Fico, che ha disposto la riattivazione del Servizio Ispettivo Sanitario regionale, dando mandato di condurre un’ispezione straordinaria all’Azienda dei Colli. La struttura ispettiva sarà composta da professionalità esterne alla Direzione generale della Salute e avrà il mandato di «verificare l’organizzazione e l’operato dell’azienda, con l’obiettivo di accertare se le condizioni che hanno reso possibile il tragico evento fossero note o conoscibili e siano state poi adottate le misure necessarie più opportune». Accanto agli ispettori, la prima valutazione ha riguardato il programma di trapianto cardiaco pediatrico che non riprenderà «fino a quando non saranno integralmente ricostituite le condizioni di sicurezza necessarie».Proprio ieri, infatti, l’Azienda dei Colli aveva comunicato l’avvio della convenzione con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, resa necessaria «per l’urgenza di garantire la continuità assistenziale ai piccoli pazienti cardiopatici che necessitano di interventi chirurgici, non essendo presente in Campania alcun altro centro di cardiochirurgia pediatrica, nemmeno presso l’Ospedale Santobono Pausilipon e i policlinici universitari». 

Ma dalla Regione è arrivato uno stop alla ripresa dei trapianti pediatrici – già sospesi lo scorso 6 febbraio dallo stesso Monaldi – che ora sarà «subordinata alla realizzazione di interventi strutturali indifferibili». Dall’istruttoria è emerso che mancano al Monaldi un’area di degenza e un blocco operatorio specificamente dedicati alla cardiochirurgia pediatrica, ma anche cardiochirurghi con documentata esperienza pediatrica, l’adozione e la formalizzazione di protocolli aggiornati per il trasporto e la conservazione degli organi conformi alle più recenti evidenze scientifiche. Senza questi interventi, i trapianti pediatrici di cuore non riprenderanno, anche perché lo stesso Monaldi aveva riscontrato l’assenza interna di «dirigenti medici con un numero congruo di interventi eseguiti in qualità di primo operatore per svolgere in autonomia procedure cardiochirurgiche pediatriche». 

A questi provvedimenti, si aggiunge anche la ricollocazione del Centro Regionale Trapianti (Crt) che viene trasferito dal Monaldi direttamente agli Uffici della Regione «al fine di garantirne un più stretto ed efficace coordinamento con le strutture regionali competenti in materia di programmazione e controllo delle attività trapiantologiche» ma anche «un monitoraggio più puntuale della rete dei trapianti». Tutto ciò, porterà la Regione ad una revisione dell’intera rete trapiantologica campana e ad una verifica complessiva dell’organizzazione della rete dei trapianti in Campania, «accertando l’adeguatezza dei protocolli, delle risorse professionali, dei flussi informativi e dei sistemi di sicurezza in ciascun centro».Sul fronte dell’inchiesta da sottolineare che domani la madre di Domenico, Patrizia, verrà ascoltata dai pm su tutta la tragica vicenda.

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17 marzo 2026 ( modifica il 17 marzo 2026 | 07:09)

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