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L'ultimo saluto a Domenico. Lutto cittadino

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04.03.2026

La t-shirt bianca con il numero 10, i fiori del Calcio Napoli

Tante persone, sia adulti che giovani, vestono questa mattina a Nola una t-shirt realizzata per l'occasione. Sulla parte davanti riporta una immagine del piccolo Domenico Caliendo che stringe un orsacchiotto di peluche tra le mani, una foto che in questi giorni ha campeggiato un po' ovunque. Sotto vi è scritto «Il nostro guerriero», così come il bambino è stato anche definito, Sulle spalle della maglietta bianca, in azzurro è invece riportato il numero 10. Quello dei fuoriclasse, dei calciatori che solitamente fanno la differenza. Un numero a Napoli e in Campania associato alle gesta di Diego Armando Maradona, forse anche in ossequio alla fede calcistica dei più. Questa mattina la Società Sportiva Calcio Napoli, che sabato scorso era scesa in campo a Verona con il lutto al braccio, ha inviato una corona di fiori a Nola.​​In piazza è comparso uno striscione: «Tutto questo non ha alcun senso, che nulla resti impunito... Il tuo ricordo in eterno mai sbiadito. Giustizia per Domenico». 

La direttrice dell'Azienda dei Colli a Patrizia: «Siamo tutti con te»

Sulla piccola bara bianca c'è la lettera di un bambino. «Ciao Domenico, sono Andrea. Io non ti conosco ma so che ora sei un Angelo. Ti volevo chiedere di salutare i miei nonni, ti voglio bene». ​Ad abbracciare la madre di Domenico, la signora Patrizia, è arrivata stamani anche Anna Iervolino, direttrice generale dell'Azienda dei Colli. «Sei una grande mamma - le dice - siamo tutti con te». Poi c’è l’abbraccio forte, sentito, davanti alla bara bianca. Con l'avvocato Iervolino è arrivata dall'ospedale Monaldi anche il direttore sanitario, Angela Annechiarico.

Inchiesta, il 28 aprile analisi dei tessuti del cuoricino malato

Sul fronte dell'inchiesta aperta dalla Procura di Napoli per l'accertamento delle responsabilità sulla morte del bambino, il prossimo 28 aprile, nell'ambito degli accertamenti medico-legali, saranno eseguite delle analisi sui tessuti del cuoricino malato espiantato al piccolo Domenico, custodito all'ospedale di Aversa, e sull'organo impiantato il 23 dicembre nonostante fosse rimasto lesionato durante il trasporto a causa dell'utilizzo di ghiaccio secco. Gli esami saranno eseguiti presso l'Istituto di medicina legale di Bari. Lo ha confermato il legale della famiglia Caliendo, l'avvocato Petruzzi.

Gallery: I funerali di Domenico, il bimbo morto dopo il trapianto fallito

Don Patriciello: abbracciare la mamma era un mio preciso dovere

Tra le persone arrivate in chiesa questa mattina anche il prefetto di Napoli, Michele di Bari, e il parroco del Parco Verde di Caivano, padre Maurizio Patriciello. Entrambi si sono raccolti per qualche minuto in preghiera nei pressi del feretro del bambino. «Sono venuto ad abbracciare la mamma, era un mio preciso dovere - ha riferito poi il sacerdote - Non ho detto nulla di particolare, abbiamo sofferto insieme e perché quando il dolore è condiviso diventa più sopportabile oggi noi dobbiamo stare qui accanto alla famiglia. Sui medici - ha aggiunto don Patriciello - penso che stiamo soffrendo anche loro ma certo è che la verità su cosa non abbia funzionato deve venire a galla senza confusione ma con fermezza».

L'avvocato Petruzzi: abbiamo presentato altri due esposti

Anche il giornalista Massimo Giletti, conduttore della trasmissione "Lo stato delle cose", è arrivato nel Duomo di Nola per portare il suo cordoglio ai genitori di Domenico. Giletti si è intrattenuto per qualche minuto, scambiando le proprie impressioni, con la mamma del bambino. ​Poco più in là, il legale della famiglia Caliendo, l'avvocato Francesco Petruzzi, ha reso noto le ultime decisioni. «Questa mattina - ha riferito - abbiamo presentato due esposti agli Ordini dei medici di Benevento e Cosenza affinché venga attivato un procedimento disciplinare relativamente alla sola questione della mancata informazione dell'esito negativo del trapianto e alle motivazioni di ciò che era accaduto. Gli esposti riguardano i due chirurghi Guido Oppido e Gabriella Farina, che non hanno mai comunicato quanto accaduto ai genitori di Domenico».

Manfredi: è il momento del cordoglio, ora ci vuole rispetto

«È un momento doloroso per tutta la comunità campana, per la città di Napoli, per la città di Nola, per tutta l'area metropolitana», dice Gaetano Manfredi dopo aver incontrato i genitori del bambino. «È una situazione che ha colpito tutti la perdita di questo piccolo angelo che è volato in cielo. Adesso è il momento del cordoglio ma anche della sobrietà, quindi ci vuole grande rispetto per il dolore della famiglia. Poi - aggiunge il sindaco di Napoli - quelle che saranno le responsabilità andranno valutate nella sede opportuna, però ci vuole grande senso di responsabilità, di sobrietà e di rispetto».

L'abbraccio tra il sindaco Manfredi e la mamma di Domenico

Tra i primi ad avvicinarsi alla signora Mercolino e al papà di Domenico, Antonio Caliendo, che sono accanto al feretro sistemato davanti all'altare, è stato il sindaco di Napoli e della Città metropolitana, Gaetano Manfredi. Il primo cittadino ha stretto forte la mamma del piccolo. I due si sono scambiati anche poche parole, quindi Manfredi si è defilato. ​Sono centinaia le persone che si assiepano tra le navate del Duomo di Nola. Un po' tutti vogliono stringersi alla famiglia Caliendo per portarle, per quanto possibile, un po' di conforto. La funzione funebre del pomeriggio sarà officiata dal vescovo di Nola, monsignor Francesco Marino, che ha accolto il feretro insieme ai sindaci di Nola e Taurano, Andrea Ruggiero e Michele Buonfiglio. Nei due Comuni oggi è stato proclamato lutto cittadino.

Funerali Domenico Caliendo, l'arrivo del feretro in Duomo a Nola

Il feretro arrivato in Duomo alle 11 in punto, lungo applauso

Il feretro del piccolo Domenico è giunto ai piedi del Duomo di Nola alle 11 in punto. È partito un lunghissimo applauso da parte delle persone che erano in attesa tra il sagrato e la piazza, seguito da quello di cloloro che già da molti minuti, ormai, occupavano le navate del Duomo. ​La piccola bara bianca si è fatta largo. portata a spalla, non senza fatica per salire i gradini che conducevano all'ingresso della chiesa. Sono decine anche i cronisti ed i fotoreporter presenti. La mamma del piccolo, Patrizia Mercolino, si è lasciata andare ad un pianto.

Eventi concomitanti, Sal Da Vinci sposta la festa per la vittoria

Nonostante il giorno feriale sono tante le persone che gremiscono il Duomo già dalle 10. E molte anche le delegazioni di scolaresche locali che hanno voluto testimoniare la loro presenza attraverso rappresentanze di alunni e docenti. ​La città di Nola si è come fermata per il giorno dei funerali di Domenico, la cui storia ha emozionato l'intero Paese. E si sono fermate anche una serie di attività, non solo pubbliche ma anche private. Così come anche nel mondo dello spettacolo c'è stato chi, a partire dal vincitore dell'ultima edizione del Festival di Sanremo, ha detto di volersi fermare davanti al dolore del giorno dell'addio a Domenico. Sal Da Vinci ha reso noto infatti di aver voluto spostare la festa in suo onore, concordata con il Comune di Napoli, per la vittoria proprio a causa della concomitanza tra l'evento ed il giorno dei funerali. ​D'intesa con il sindaco di Napoli, l'evento è stato rinviato a mercoledì 11 marzo alle ore 12 nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino quando l'artista riceverà la targa con la Medaglia della Città di Napoli (con menzione speciale Napoli Città della Musica ).

Alle 11 l'apertura della camera ardente al Duomo

Lutto cittadino per due comunità, oggi, per l'ultimo saluto a Domenico Caliendo, il bambino di poco più di 2 anni morto il 21 febbraio scorso dopo due mesi di coma farmacologico all'ospedale Monaldi per le complicazioni derivanti da un trapianto di cuore con un organo risultato «danneggiato». ​Le bandiere a mezz'asta, così come le saracinesche abbassate a metà negli esercizi commerciali, sono comparse a Nola, la città che ospita i funerali e dove vive la famiglia del bambino, e a Taurano, in provincia di Avellino, che è il paese d'origine di Patrizia Mercolino, la mamma.​Alle ore 11 è fissata l'apertura della camera ardente in Duomo. La funzione religiosa ci sarà, invece, nel pomeriggio alle 15. Nonostante gli impegni contingenti legati anche alla crisi in Medio Oriente sarebbe stata confermata, in queste ore, la presenza a Nola della premier Giorgia Meloni che l'aveva assicurata nei giorni scorsi proprio alla mamma del piccolo.


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