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Jovanotti: «C'è aria di catastrofe, salite sulla mia Arca. Crollano certezze che credevamo eterne, come la democrazia»

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04.09.2026

L'artista in concerto ad Agnano: «Napoli è un punto di riferimento. Ma non so cantare classici come Luna Rossa»

«Dire quanta gioia ci può essere a suonare a Napoli è impossibile: questa città ha prodotto la più bella musica del mondo e gli artisti più rilevanti, e continua a farlo». Lorenzo Jovanotti arriva all’appuntamento di venerdì 4 con parole che sembrano già un ritornello. All’Ippodromo di Agnano porterà la sua «Arca di Lorè», il grande viaggio musicale che per una giornata trasformerà l’ippodromo napoletano in una grande arena, tra musica, ospiti e contaminazioni. È il ritorno di Jovanotti a Napoli dopo undici anni dall’ultimo live, quello del 26 luglio 2015 all’allora Stadio San Paolo. Ma questa volta l’idea non è semplicemente quella di un concerto: «L’Arca non ci salva: ci mette in viaggio. E il viaggio, se lo fai insieme, è già un pezzo di futuro», dice il cantante. 

La parola che torna più spesso nel racconto di Jova è «movimento». Il progetto nasce dall’idea di reagire a un tempo che l’artista avverte segnato da inquietudine e disorientamento. «C’è un’aria di catastrofe imminente che non possiamo ignorare», dice Jovanotti. «Crollano certezze che per la mia generazione sembravano eterne: progresso, apertura, democrazia, perfino la gioia. E intanto........

© Corriere del Mezzogiorno