Campi Flegrei, il balletto delle parole
Tutto viene riportato alle etichette, racchiuso nelle definizioni formali, sigillato negli esorcismi verbali, quando poi lì la tragedia è quotidiana ed eterna nello stesso tempo
Al bradisismo naturale e perciò terrificante perché imprevedibile nelle sue inopinate e devastanti manifestazioni si associa ora un trasversale e incessante movimento tellurico che riguarda, però, la capacità dei nostri rappresentanti istituzionali di «ballare» con le parole, forse per camuffare la incapacità di affrontare il problema dei Campi Flegrei. Un problema, beninteso, complesso, certamente di non facile soluzione, che nei decenni si è alimentato di timori carsici (assopiti ogni qual volta i terremoti apparivano addomesticati o comunque impercettibili) e di piani di evacuazione paradossali, se non tragicomici, con programmate deportazioni della popolazione colpita a migliaia di chilometri di distanza dalla caldera.
Insomma, agli eccessi del fenomeno in sé, via via sono corrisposti gli eccessi di lorsignori fenomeni, finendo per colmare i vuoti e........
