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Zelensky da Macron: “Aumentare la pressione sulla Russia”

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13.03.2026

Oggi, venerdì 13 marzo 2026, il presidente francese Emmanuel Macron e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si incontrano a Parigi. Al centro del colloquio tra i due i “mezzi per aumentare la pressione sulla Russia” dopo quattro anni di guerra, “in particolare attraverso la lotta contro la sua flotta fantasma”, come ha fatto sapere l’Eliseo. I due leader discuteranno anche delle condizioni per una pace giusta e duratura e faranno il punto, a questo proposito, sugli impegni assunti nell’ambito della Coalizione dei volontari sulle garanzie di sicurezza. Per il Cremlino il viaggio a Parigi di Zelensky è un ennesimo tentativo di ostacolare il processo di pace in Ucraina. Il portavoce della presidenza russa, Dmitri Peskov, ha dichiarato: “In questo caso, il regime di Kiev sta continuando la sua politica coerente di ostacolo al processo di pace”. Secondo Peskov: “Zelensky sta cercando di farlo in diversi modi e, in questo caso, sta riscontrando una risposta positiva nelle capitali europee, mentre queste ultime non sono affatto motivate a facilitare la ricerca di una soluzione pacifica (al conflitto in Ucraina). L’idea stessa di fare pressione sulla Russia è assurda. In ogni caso, la Russia prosegue la sua operazione militare speciale e, allo stesso tempo, resta aperta alla ricerca di una soluzione pacifica in Ucraina”. Il 24 febbraio gli alleati dell’Ucraina hanno nuovamente chiesto alla Russia un cessate il fuoco incondizionato, nonostante Macron si sia mostrato molto cauto sulla possibilità di raggiungere la pace a breve termine. A gennaio, l’Alleanza dei volenterosi ha inoltre concordato di schierare, con il supporto degli Stati Uniti, una forza multinazionale in Ucraina nel caso di un accordo di pace, e che un meccanismo guidato dagli Stati Uniti avrebbe monitorato il cessate il fuoco. Nella sua nuova visita a Parigi, Zelensky discuterà con Macron del “sostegno della Francia e dei partner europei per aiutare l’Ucraina a difendersi”. Da parte loro, gli Stati Uniti hanno proposto di tenere un nuovo round di negoziati tra Kiev e Mosca la prossima settimana, con la mediazione americana. Secondo Zelensky, questi colloqui potrebbero svolgersi in Svizzera o in Turchia. Nel frattempo, l’inviato del presidente russo Vladimir Putin, Kirill Dmitriev, ha annunciato di aver avuto ieri un “incontro costruttivo” in Florida con i negoziatori americani, tra cui Steve Witkoff, inviato speciale di Trump. Si tratta dei primi colloqui tra russi e americani dopo l’inizio della guerra contro l’Iran. Dmitriev ha detto su Telegram: “Abbiamo discusso di molti progetti che potrebbero contribuire al ripristino delle relazioni russo-americane, nonché dell’attuale crisi dei mercati energetici globali. Oggi molti paesi, soprattutto gli Stati Uniti, stanno iniziando a comprendere meglio il ruolo chiave del petrolio e del gas russi nel garantire la stabilità dell’economia globale, nonché l’inefficacia e la natura distruttiva delle sanzioni contro la Russia”. Nel frattempo la guerra continua, le persone continuano a morire colpite dalle armi, le case e le fabbriche continuano ad essere distrutti, l’Ucraina diventa sempre più un cumulo di macerie, ma anche la Russia ha i suoi morti e deve fare i conti con la crisi economica. L’infantilismo politico sembra avere il sopravvento sui destini dell’umanità. Le illusioni continuano a dominare lo scenario mondiale dove non ci sono vincitori, ma soltanto un’umanità smarrita e senza prospettive per un futuro migliore. Solo con la pace sarà possibile creare il benessere per tutti. La vera lotta che bisogna fare è quella per eliminare la fame nel mondo. Una battaglia che non è mai stata fatta veramente. Le parole del presidente Sandro Pertini sono rimaste inascoltate e le conseguenze che viviamo oggi sono terribilmente disastrose. Così non può continuare, altrimenti ci sarà la distruzione del pianeta dove non ci sarà più vita e non ci sarà più l’umanità. Si potrà salvare il pianeta se non ci saranno più gli egoismi folli degli uomini potenti e di un capitalismo vorace e senza scrupoli. Queste semplici motivazioni dovrebbero essere sufficienti per comprendere la necessità di affermare i principi di democrazia economica basando le società sulla equa distribuzione della ricchezza e del potere.


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