Ponte sullo Stretto e danno erariale
In un esposto alla Corte dei conti firmato dal segretario generale della Cgil Maurizio Landini, si chiede di accertare se nella gestione del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina siano stati impiegati correttamente i soldi pubblici o se vi siano i presupposti di un danno erariale.
Non una “battaglia ideologica” né “una contrapposizione pregiudiziale all’opera”, spiega il sindacato in una nota, ma un atto “a difesa del denaro pubblico”.
Il segretario generale del sindacato Ugl, Paolo Capone definisce un “atto pretestuoso” quello della Cgil. L’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci commenta di avere appreso con grande sorpresa dell’esposto e dichiara: “La società Stretto di Messina ha operato e opera nel pieno rispetto delle norme e con la massima attenzione per tutela del denaro pubblico”. Ciucci, ricorda come la società pubblica che guida da oltre trent’anni sia soggetta al controllo della Corte dei Conti esercitato dal magistrato delegato che assiste alle sedute del cda e del collegio sindacale.
Proprio venerdì c’era stato un vertice a Palazzo Chigi dedicato al Ponte in vista della nuova delibera da sottoporre all’esame del Cipess. In quell’occasione Ciucci ha riferito di responsi positivi da Bruxelles sulla questione del rispetto della soglia del 50 per cento in materia di appalti pubblici. Lo sbalzo tra il costo previsto originariamente e quello........
