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Attacco a Trump, condanna unanime dei leader europei

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27.04.2026

Domenica i leader europei hanno condannato con fermezza l’episodio di violenza politica verificatosi la sera precedente a Washington, quando un uomo armato ha fatto irruzione in un posto di blocco di sicurezza aprendo il fuoco durante la cena dei corrispondenti della Casa Bianca. L’incidente ha generato momenti di forte tensione, costringendo il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e gli ospiti presenti a essere evacuati. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha espresso sui social il proprio sollievo per l’incolumità dei partecipanti, ribadendo che “la violenza non ha posto in politica, mai”. Analoga posizione è stata assunta dal presidente del Consiglio europeo, António Costa, che ha definito l’accaduto “profondamente inquietante”, elogiando al contempo la prontezza delle forze dell’ordine. L’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri, Kaja Kallas, ha sottolineato che “la violenza politica è incompatibile con la democrazia”, evidenziando come un evento dedicato alla libertà di stampa non debba mai trasformarsi in un contesto di paura. Numerosi leader nazionali hanno ribadito tali principi. Il primo ministro britannico Keir Starmer ha dichiarato di essere rimasto “scioccato” dalle immagini provenienti da Washington, condannando ogni attacco alle istituzioni democratiche e alla libertà di informazione. Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha affermato che “la violenza non è mai la soluzione”, mentre il presidente francese Emmanuel Macron ha definito “inaccettabili” gli attacchi, esprimendo pieno sostegno al presidente statunitense. Anche la presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, ha manifestato “piena solidarietà” a Trump e agli altri presenti, sottolineando che “nessuna forma di odio politico può trovare spazio nelle democrazie” e che i leader sono determinati a impedire che il fanatismo comprometta i luoghi del dibattito libero e dell’informazione. Il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha dichiarato di essere “profondamente turbato” dall’accaduto. Secondo le autorità, un individuo solitario, armato di fucile e altre armi, ha attaccato un posto di blocco all’esterno della sala che ospitava l’evento, ingaggiando uno scontro a fuoco con le forze dell’ordine. Il panico generato ha costretto il presidente e altri dignitari a lasciare rapidamente il palco. In un primo momento Trump aveva espresso l’intenzione di proseguire la serata, salvo poi rinunciare per ragioni di sicurezza. In una conferenza stampa successiva ha dichiarato che non avrebbe consentito a “persone malate” di alterare “il tessuto della nostra vita”. Un agente dei Servizi Segreti è stato colpito al giubbotto antiproiettile, riportando comunque condizioni non gravi. Il presidente ha lodato la rapidità dell’intervento, mentre Kallas ha augurato una pronta guarigione all’agente ferito. Le immagini diffuse mostrano il sospettato mentre supera le barriere di sicurezza prima di essere fermato dagli agenti. L’uomo è stato immobilizzato senza riportare ferite e successivamente trasportato in ospedale per accertamenti. Il sospettato, un uomo di 31 anni proveniente dalla California, è stato arrestato e dovrà rispondere di diverse accuse legate al possesso e all’uso di armi da fuoco, tra cui l’aggressione a un agente con arma letale. Secondo le autorità, l’uomo soggiornava presso l’hotel Washington Hilton, sede dell’evento, ed è considerato l’unico responsabile. La sua comparizione davanti a un tribunale federale è prevista per lunedì.


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