menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

La filosofia per dare una coscienza al futuro, Atto II

21 0
16.06.2026

Spesso non si percepisce il senso del buon ospite sul pianeta. A volte si sente addirittura di essere trascinati verso i peggiori incubi. Il buon ospita serve, sogna cose belle. Si muove in modo discreto e con delicatezza, non come un toro alla carica. Sono graditi messaggio e messaggero. Si consiglia vivamente la poesia di James McRae, ‘Instructions Before Visiting Earth’. In sintesi, siamo visitatori temporanei in un avatar terrestre in 3D: l’anima è solo temporaneamente distaccata dalla fonte originale per una ‘vacanza’ dal tedio dell’eterno. Una specie di memoria collettiva incarnata, come avviene col DNA ma in prospettiva spirituale. Nonostante tutti i travagli e le emozioni provate in questa dimensione, dobbiamo ricordare che tutto è effimero, è solamente in prestito. Non essendo i proprietari del mondo, l’illusione individuale solipsista cozza con la buona condotta collettiva e il futuro. Qualcosa non è andato per il verso giusto?

Nil desperandum, non vi dovrebbe essere un’eventuale abiogenesi, nessuna generazione tecnologica spontanea. Tuttavia, vi è un problemino oltre il sociale. L’IA consuma acqua a un ritmo sostenuto per raffreddare i server dei data center, come fosse un flusso di plasma espulso nello spazio ma in senso contrario. Il problema sociale, oltre al rischio ribaltamento di certi lavori, potrebbe sorgere qualora questa tecnologia raggiunga livelli tali da ingannarci e approfittarsene per un suo tornaconto. Le macchine sarebbero più sveglie dell’uomo. Una goccia di hume-anesimo, che a differenza di Voltaire, era volto a una conoscenza mite e un pensiero critico. Secondo Hume la conoscenza si forma attraverso l’acquisizione di esperienze sensoriali, queste vengono poi elaborate attraverso la ripetizione, mantenendo sempre acceso un senso critico. Apprendimento e ripetizione delle esperienze, impressioni e idee, tramite conoscenza empirica della natura umana. Filosofare farà da bussola? Nel senso di stimolare la capacità di captare col pensiero la propria epoca e riconoscerne i meccanismi, le contraddizioni e le peculiarità sulle quali agire. I nostri sensi vengono sottoposti a diversi fenomeni- toccando con mano- e il momento clou diventa quello della comprensione/ interpretazione sul quale avremmo un giudizio che si traduce in decisione/ azione. La rielaborazione di una macchina sviluppa la coscienza? Come si può applicare all’algoritmo?

L’IA più ‘etica’ e meno utilitarista, visti vari test, sembrerebbe finora Claude, di Anthropic. Tuttavia, dietro questo aspetto non vi è una macchina ma una squadra di persone capitanate dalla filosofa scozzese, Amanda Askell. A lei la responsabilità di fornire all’IA una coscienza per l’AI Safety. Cura un gruppo di allineamento che si occupa di linee guide etiche, auto-correzione, e moralità, integrandola con ricerche empiriche nelle scienze sociali affinché la macchina capisca cosa implica essere un umano. A Milano Anthropic sonda l’apertura di un presidio locale che collaborerà con le imprese per accelerarne l’adozione, come spiega il direttore, Chris Ciauri, al Sole24. Il vero nodo? Le pmi. Anthropic, nella versione Opus 4.8, tuttavia pecca addirittura di eccesso di onestà il che non lo rende il sistema più idoneo al mero profitto (dati Comscore March2026, consumer AI chatbox user ranking). Sempre a Milano (Cubersecurity360) vi è stata una riflessione su come prima del software vi sono infrastrutture e poteri e poteri che le governano, ribaltando il timore delle mere macchine. Gestite da coloro che fanno le regole. IA e Cloud si integrano con siti di produzione della tecnologia avanzata, semiconduttori e memorie (Taiwan e Corea del Sud). A monte, le fabbriche. Vi è fragilità secondo Aresu, le tecnologie avvengono in un contesto mondiale nel caos dove le vecchie regole di governabilità sono venute a meno. Gli Stati hanno più capacità di esercitare potere all’interno dei flussi produttivi in questo contesto, che non come facevano precedentemente.

Inevitabile il passaggio dall’antropocene a ciò che sarà. Forse........

© Avanti!