Rimborsopoli, la sentenza ‘campana’ che quasi nessuno racconta
L'inchiesta, in Campania, fece esplodere l'indignazione. La sentenza è passata quasi sotto silenzio. Eppure il Tribunale afferma che mancava la prova dell'utilizzo privato dei fondi pubblici.
C’erano i titoli a nove colonne. In Campania come nel resto del Paese. Le aperture dei telegiornali. Le paginate sugli scontrini, sui rimborsi, sulle cene, sul caffè, sulle spese dei consiglieri regionali. Era la stagione di “Rimborsopoli”, un fenomeno che dalla Campania al Piemonte, dal Lazio all’Emilia-Romagna sembrava raccontare un’intera classe politica intenta a saccheggiare denaro pubblico.
L’indignazione era enorme. Le assoluzioni, invece, fanno molto meno rumore.
Lo dimostra, ed è singolare, la vicenda campana. A marzo il Tribunale di Napoli ha pronunciato una sentenza destinata a far discutere molto più di quanto sia stata raccontata. Non perché dica che la gestione dei fondi fosse impeccabile. Dice qualcosa di diverso. E, dal punto di vista del diritto, molto più importante.
I giudici scrivono........
