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Nina Bang, donne e socialismo

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24.08.2026

Da la “Rivoluzione democratica” di febbraio 2023

La socialdemocrazia danese ha radici antiche, che risalgono all´autunno 1871, quando i tre fondatori, l´insegnante Louis Pio (1841-94), giá direttore del settimanale Socialisten, suo cugino l´editore Harald Brix (1841-81) e l´insegnante Paul Geleff (1842-1928) fondarono il partito socialdemocratico, col nome di “Associazione internazionale dei lavoratori per la Danimarca”, di cui essi costituirono la prima direzione. Lo scopo del nuovo partito era quello di organizzare la sorgente classe operaia sulla base di principi socialisti. Dopo pochi mesi il partito contava 9000 aderenti. Nel 1872 gli attacchi contro le autoritá e l´alta borghesia danese si intensificarono, tanto che venne convocata un´assemblea pubblica di lavoratori, nonostante il divieto delle autoritá. Il 5 maggio 1872 si ebbero perciç violenti scontri1 tra polizia e lavoratori. I tre dirigenti furono arrestati e condannati a varie pene e la giovane socialdemocrazia subí uno sbandamento; ma, dopo qualche anno, si riorganizzó e assunse la denominazione “Socialdemocratici” (SD). Nel 1884 entrerá in Parlamento.

Nel 2021, ormai alla guida del Governo, i Socialdemocratici danesi hanno festeggiato i 150 anni dalla fondazione del loro partito, buona occasione per fare un bilancio delle loro lunga battaglia e per guardare ai futuri traguardi, come si puó leggere nel loro sito:

Molte battaglie sono state combattute e molte vittorie ottenute. Tuttavia, la lotta per ogni essere umano nel mondo per avere la libertà di realizzare i propri sogni è lungi dall’essere vinta. Ecco perché continuiamo a lavorare e combattere le battaglie politiche a livello locale, nazionale e globale. Dunque Il nostro obiettivo è ancora la libertà, l’uguaglianza e la solidarietà – per tutti. Queste le finalitá cui guarda la socialdemocrazia danese: • Dare all’individuo la libertà e la sicurezza di utilizzare le sue capacità e realizzare i suoi sogni. • Garantire alle persone, indipendentemente dall’origine sociale, religiosa o etnica, il diritto e le opportunità di vivere ed essere cittadini attivi in ​​una società democratica giusta con sostenibilità sociale, ambientale ed economica • Diffondere la democrazia, il socialismo democratico, l’uguaglianza globale, la solidarietà e la sicurezza internazionali I progressi raggiunti dalla Danimarca in ogni campo negli ultimi 150 anni sono largamente ascrivibili alla socialdemocrazia danese, che ha trovato la sua strada verso il socialismo. Questo cammino non è stato affatto facile, ma è stato reso possibile grazie al lavoro, all´impegno e alla fede di tanti dirigenti e militanti socialisti. Una delle donne piú influenti ed attive, fra quelle salite ai vertici del socialismo danese e, nello stesso tempo, una delle pioniere nella lotta di emancipazione delle donne è stata certamente Nina Bang.

Nina Erlingher, figlia degli immigrati tedeschi Heinrich Ellinger (1826-1914), suonatore di corno nell’esercito, e di Charlotte Preuss (1834-83), nacque a Copenaghen il 6 ottobre 1866. Quando il padre fu nominato direttore di un´orchestra militare (1868), la sua famiglia (ben otto figli, di cui lei era la sesta) si trasferí a Elsinore, sulla riva del Sound, stretto che separa la Danimarca dalla Svezia.

Lí studiò con insegnanti privati, per poi accedere, nel 1889, all´universitá di Copenaghen e iscriversi al corso di Storia. Durante il periodo universitario, studiando Marx, divenne una fervente seguace del filosofo di Treviri. Conseguí la laurea nel 1894, con specializzazione nel commercio del XVI secolo, divenendo una delle poche donne laureate della Danimarca.

Fu proprio nel periodo in cui studiava che conobbe Gustav Bang, di cinque anni piú giovane2, storico3 anche lui. Bang lavorava anche per il quotidiano........

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