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L’Italiana in Algeri, una “follia organizzata” nel cantiere del contemporaneo

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23.02.2026

Teatro Municipale Valli di Reggio Emilia, 20 e 22 febbraio 2026 Nuovo allestimento della Fondazione I Teatri Orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini Direttore: Alessandro Cadario Regia: Fabio Cherstich

Teatro Municipale Valli di Reggio Emilia, 20 e 22 febbraio 2026 Nuovo allestimento della Fondazione I Teatri Orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini Direttore: Alessandro Cadario Regia: Fabio Cherstich

Tutto esaurito al Teatro Valli per L’Italiana in Algeri di Gioachino Rossini, capolavoro che Stendhal, con felice quanto insuperata espressione, definì una «follia organizzata». Definizione che ben riassume l’essenza di un’opera in cui la comicità surreale del genio pesarese trova una delle sue massime espressioni. Il celebre concertato finale del primo atto – «Nella testa ho un campanello che suonando fa dindin» – ne è esempio paradigmatico: qui appare con chiarezza come i personaggi si svuotino della loro sostanza umana, della loro consistenza psicologica per trasformarsi, in virtù di un mirabolante artificio onomatopeico-contrappuntistico, in ingranaggi di un perfetto meccanismo a orologeria che gira segnando un tempo irreale, ma perfettamente organizzato. Ogni personaggio si identifica in un tema musicale sonoro-onomatopeico (dindin-campanello per i terzetto femminile, bumbum-cannone per Mustafà, cracra-cornacchia per Taddeo, tactà -martello per Haly) e come tale viene organizzato nella costruzione musicale di un rigoroso fugato. È una follia lucida dunque, costruita attorno al puro artificio teatrale, alla meccanica inesorabile di un........

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