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Il mosaico del potere: se la democrazia si scompone

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24.04.2026

​Difficile commentare l’attuale fase politica senza avvertire una profonda inquietudine per quelli che appaiono come gli ultimi residui di un ordinamento autoritario mai del tutto svanito, ma oggi pronti a rigenerarsi sotto l’egida del governo di destra guidato da Giorgia Meloni. L’Italia antifascista e democratica osserva con crescente lucidità come questa stagione di riforme, spesso scritte con una perizia tecnica discutibile e una fretta sospetta, rientri in realtà in un progetto ben più articolato e, per certi versi, estremamente pericoloso. Non si tratta di interventi isolati o di semplici correttivi amministrativi, ma di tasselli di un mosaico coerente che mira a ridisegnare radicalmente i confini del potere esecutivo a discapito delle garanzie costituzionali conquistate con il sangue della Resistenza. ​Basterebbe citare i passaggi chiave di questi 41 mesi per comprendere la direzione di marcia di un esecutivo che sembra soffrire ogni forma di controllo terzo. L’aggiramento sistematico del Codice degli Appalti e il contestuale depotenziamento dell’organico della Corte dei Conti non sono semplici scelte di efficientamento burocratico: rappresentano la volontà politica di rimuovere i “fastidiosi” presidi di legalità preventiva. Si delinea così un sistema dove la spesa pubblica diventa un territorio opaco, sottratto allo sguardo dei magistrati contabili, proprio mentre affluiscono le ingenti risorse del PNRR. A questo si aggiunge........

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