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Il Grande Strappo: Trump, Netanyahu e il funerale delle Nazioni Unite

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02.03.2026

L’attacco congiunto su Teheran segna il crollo del diritto internazionale: quando la forza bruta di Washington e Tel Aviv sostituisce la legge del mondo.

​L’alba di questa mattina su Teheran non ha portato il sole, ma il bagliore sinistro e accecante delle esplosioni che hanno squarciato il silenzio di un’intera regione, segnando forse il punto di non ritorno per la stabilità globale. Mentre i dispacci ufficiali che giungono da Washington e Tel Aviv celebrano con freddo cinismo il successo di un’operazione definita “necessaria per la sicurezza delle democrazie”, il resto del mondo si sveglia immerso in un’epoca oscura, dove il diritto internazionale non è più un codice di civile convivenza, ma un fastidioso ostacolo da aggirare con la forza bruta. Le notizie che filtrano attraverso i canali indipendenti sono frammentarie ma atroci: raid presentati come “chirurgici” hanno sbriciolato interi isolati, lasciando sul campo le macerie fumanti di quartieri residenziali dove la vita scorreva ignara fino a pochi istanti prima. Il simbolo di questa barbarie è la scuola elementare femminile di Minab: tra le macerie di quelle aule sono rimasti i corpi di 108 bambine, uccise mentre la loro unica colpa era quella di trovarsi a scuola. Eppure, la narrazione dominante ci impone ancora una volta di chiamare questo........

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