Il crepuscolo dei dogmi: tra la retorica della destra e l’inarrestabile flusso della vita
C’è un’espressione che ricorre ossessivamente nei comizi, nelle grafiche social e nei programmi elettorali di una certa area politica: “Difesa dei valori tradizionali”. Dio, patria e famiglia non sono solo parole, ma i pilastri di una narrazione che la destra brandisce come uno scudo contro la modernità. Questi termini vengono elevati a simboli sacri, quasi intoccabili, usati per tracciare un confine netto tra ciò che viene considerato “giusto” e ciò che viene etichettato come devianza. Tuttavia, basta grattare la superficie di questa vernice ideologica per veder apparire le crepe di una contraddizione profonda, quasi sistematica, che mette a nudo la fragilità di un impianto valoriale che fatica a reggere l’urto con il presente. Il paradosso è sotto gli occhi di tutti e si manifesta in una sfacciata dicotomia tra pubblico e privato. Da una parte, la destra invoca la famiglia “naturale” come unico modello accettabile di convivenza, predica un ordine morale rigido e si fa custode di una tradizione religiosa spesso ridotta a simulacro identitario o a puro rito elettorale. Dall’altra, la cronaca politica ci restituisce un’immagine ben diversa: leader che vivono vite lontane anni luce dai precetti che........
