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Evviva, siamo gente ricca

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wednesday

La pandemia passa il testimone alla guerra russo-ucraina. E siccome la storia non finisce mai – anzi, sembra La storia infinita – entra in scena Israele: era in lista d’attesa, molla il freno e prima rade al suolo Gaza con i suoi abitanti, donne, anziani e soprattutto bambini; poi con il compare Trump apre il fronte iraniano. Primo round a giugno 2025, secondo – più pesante – oggi, fino ad arrivare all’uccisione della Guida Suprema. Sullo sfondo resta una crisi internazionale nello Stretto di Hormuz che continua a bruciare, mentre anche il Libano viene spinto verso lo stesso destino: quello che un tempo era la “Svizzera d’Oriente”. Il conto come sempre lo paga chi sta sotto. I prezzi dei beni di prima necessità salgono senza tregua e diventano insopportabili per un ex ceto medio che, ormai rassegnato, lavora e non arriva a fine mese. Più lavori, più ti impoverisci. E mentre succede una fetta consistente degli aumenti finisce nelle tasche degli speculatori: una volta in tempi di guerra finivano alla gogna – quando andava bene. Oggi invece lucidano yacht di decine di metri aspettando il verde dell’estate per stappare champagne. Noi, intanto, accaldati, in fila al distributore con l’ansia che il carburante finisca. Nel frattempo il nostro Primo Ministro sembra più attento a Zelensky che agli imprenditori italiani, quelli che una volta producevano lavoro e ricchezza. Dall’altra parte ogni occasione è buona per scendere in piazza: a prescindere dal tema, senza uno straccio di proposta concreta. Risultato? Ci impoveriamo ancora. Il Superbonus 110% è lì a dimostrarlo: a guadagnarci di più sono stati i già garantiti, mentre chi non aveva “la casa della nonna” da ristrutturare è rimasto a guardare – e a pagare. E allora viene il dubbio. Se davvero siamo così poveri, perché non si vede una reazione all’altezza? Perché chi lavora continua a stringere la cinghia e poi vota come se nulla fosse? Possibile che, a parte poche eccezioni, siamo tutti benestanti e non facciamo caso al prezzo del gasolio o della frutta? Altrimenti le opposizioni in generale farebbero molto più rumore per i lavoratori. E invece li sentiamo soprattutto su Gaza, sui migranti, sul 25 aprile – arrivando persino a escludere la Brigata ebraica – e su molte altre cause, certo lodevoli. Ma gli italiani? Forse la risposta è semplice, persino comoda: siamo gente ricca. Evviva.


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