Sassonia, il 45% che l’Europa non ascolta
Il 44.5% all’AfD non è un incidente di percorso. È il numero che, dalla Sassonia, torna a bussare alla porta della politica europea. E questa volta sarebbe un errore limitarsi allo stupore, agli allarmi e alle consuete accuse di populismo. Perché quando milioni di cittadini scelgono ripetutamente forze che la politica tradizionale considera impresentabili, forse il problema non è soltanto chi raccoglie quei voti. È perché quei voti arrivano.
La reazione, invece, è ormai quasi automatica. Demonizzare. Delegittimare. Evocare i fantasmi del passato. Ricordare che cosa potrebbe accadere se “quelli” arrivassero al potere. È già accaduto in Italia. Accade in Francia. Accade in Spagna. Accade in Germania. E ogni volta sembra mancare la domanda più semplice: perché? La Sassonia non è la Germania e un risultato regionale non può essere automaticamente trasformato in una fotografia dell’intero Paese. Ma sarebbe altrettanto sbagliato considerarlo una parentesi.
Il fenomeno è ormai troppo esteso, troppo persistente e troppo europeo per essere liquidato come un’anomalia. In Italia, dal settembre 2022, Fratelli d’Italia governa il Paese con Giorgia Meloni. In Francia le forze di........
