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Budapest 1956-2026: il ricordo dei carri armati russi nell’urna

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08.04.2026

Cosa fu la Rivoluzione del ‘56 e perché essa ispira oggi il voto di tanti oppositori al potere di Orbán che vogliono un futuro europeo e democratico

Il 12 aprile l’Ungheria va al voto: elezioni politiche generali che hanno anche il significato di un referendum sul posizionamento internazionale del paese. Orbán in tutti questi anni ha esercitato una politica dei due forni: da un lato attingendo ai generosi finanziamenti dell’Unione Europea, dall’altro facendo da sponda alle politiche di Vladimir Putin. Una ambiguità che, dopo 4 anni di sanguinosa guerra in Ucraina (cioè nel continente europeo…) e in un contesto di crisi economica, non può essere perpetuata. In attesa del risultato elettorale e tacendo scaramanticamente sui sondaggi molto interessanti che da qualche settimana si ripetono, è importante ricordare come il voto faccia riemergere una grande ferita nella storia ungherese recente: quella della Rivoluzione del 1956 repressa nel sangue dai carri armati sovietici. È bene allora ripetere quelle vicende, che ebbero ripercussioni importanti anche nel nostro paese. Per effetto della spartizione di Yalta l’Ungheria era finita nella sfera di influenza di Stalin. Il Partito Comunista locale aveva assunto una posizione egemone, a dispetto dei risultati elettorali del primo dopoguerra che avevano assegnato la maggioranza assoluta al Partito dei Piccoli Proprietari. Ma si sa anche per i comunisti le elezioni erano “ludi cartacei” e i loro risultati potevano essere capovolti con la forza. L’instaurazione di una dittatura comunista venne accettata con rassegnazione dagli Ungheresi, ma all’inizio degli anni Cinquanta emersero i malumori per una pianificazione economica collettivista che non dava i........

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