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SALUTE E PROGETTI HORIZON, FONDI COMUNITARI PER L’INNOVAZIONE, AIUTI AI SINDACATI

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05.02.2026

di Cinzia Boschieero

Domanda: ci sono dei progetti di ricerca europei sull’Alzheimer? Lucilla Guspino
Risposta
: sì. Ci sono diversi progetti di ricerca su questa patologia che affligge milioni di cittadini e che sta aumentando con la longevità negli Stati occidentali. Il morbo di Alzheimer è la forma più comune di demenza. La malattia di Alzheimer rappresenta una delle principali sfide mediche e sociali, con oltre sette milioni di persone colpite nella sola Unione Europea, un numero destinato a raddoppiare entro il 2050. Per milioni di europei e per i servizi sanitari che li assistono è ancora senza cura, ma i ricercatori finanziati dall'Unione Europea stanno sviluppando uno strumento semplice per consentire una diagnosi molto più precoce, potenzialmente decenni prima della comparsa dei sintomi. Per il Dott. Aristeidis Bakandritsos, la sfida è chiara: se si vuole che il morbo di Alzheimer venga diagnosticato in tempo utile per fare davvero la differenza, i test devono diventare più semplici, economici e molto meno invasivi. "La diagnosi precoce sarà realistica per le persone solo quando sarà economica per il servizio sanitario e indolore e semplice per il paziente, cosa che oggi non è", ha affermato Bakandritsos, ricercatore senior presso il Czech Advanced Technology and Research Institute (CATRIN), parte dell'Università Palacký di Olomouc, in Repubblica Ceca.
Sta coordinando un progetto di ricerca quadriennale finanziato dall'Unione Europea, lanciato nell'ottobre 2023, per trasformare il modo in cui viene diagnosticato il morbo di Alzheimer; la ricerca è denominata 2D-BioPAD e l'obiettivo non è sostituire i metodi diagnostici esistenti come le scansioni cerebrali o le punture lombari, ma consentire uno screening molto più precoce nelle strutture sanitarie di routine. Sono attualmente in corso studi clinici pilota in Finlandia, Grecia e Germania per valutare l'efficacia dello strumento, la sua sicurezza, le implicazioni etiche e il suo possibile inserimento nell'assistenza sanitaria di routine. 2D-BioPAD (https://2d-biopad.eu) mira a introdurre un sistema di diagnostica in vitro (IVD) Point-of-Care (PoC) rapido ed economico, minimamente invasivo, affidabile, digitale e basato sul grafene, per supportare la diagnosi precoce e il monitoraggio della progressione della malattia di Alzheimer (AD) direttamente presso le strutture sanitarie primarie. Per raggiungere questo obiettivo e affrontare la sfida scientifica, il divario tecnologico e di mercato della diagnostica in vitro PoC per l'AD, 2D-BioPAD sfrutta le proprietà uniche dei materiali 2D, come il grafene e i suoi derivati. Nell’ambito del progetto 2D-BioPAD, finanziato dall’Unione Europea, la dott.ssa Marianna Rossetti, già in precedenza vincitrice di una borsa europea Marie Skłodowska-Curie sta contribuendo allo sviluppo della biopiattaforma di grafene flessibile........

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