Detective all’Usl 2, la Cgil: «Vogliamo gli atti: è sorveglianza di massa»
Non risparmia le parole e non resta con le mani in mano, la Cgil di Treviso. Dichiarandosi totalmente ignara di una vicenda che definisce «una questione di dignità del lavoro», la Funzione pubblica ha già chiesto ufficialmente all’Ulss 2 la pubblicazione degli atti, la verifica della legittimità del trattamento dei dati personali e l’apertura immediata di un confronto sindacale.
L’ex direttore generale difende la scelta di affidarsi a Global Investigazioni: «Un’inchiesta interna per tutelare cittadini e professionisti. Chi lavora contro l’interesse dei trevigiani non può restare al suo posto»
È durissimo il comunicato firmato da Sara Tommasin. Che – al di là del fatto che il principale sindacato della sanità trevigiana non sia stato informato dell’iniziativa e neppure i circa diecimila dipendenti che quell’incarico di investigazione privata riguardava – chiarisce subito che «nessuno mette in discussione che un datore di lavoro pubblico abbia il dovere di contrastare l’assenteismo fraudolento, l’abuso di permessi, le false attestazioni di presenza, i comportamenti che danneggiano l’ente».
Perché «chi ruba tempo e denaro pubblico, ruba anche ai propri colleghi». Nulla da obiettare neppure sui mezzi utilizzati per accertare........
