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Il dentista rapinato: «Mi hanno preso a pugni davanti ai miei figli»

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12.03.2026

«Ho aperto la porta pensando che ci fossero delle persone che volevano riportarmi il cagnolino. Invece erano tre banditi, molto aggressivi. Hanno chiesto dove fosse la cassaforte. Quando ho cercato di oppormi, mi hanno preso a pugni».

Inizia così la testimonianza di Alessandro Bubola, il dentista rapinato a Pieve di Soligo mercoledì sera, 11 marzo.

La rapina violenta è avvenuta a Pieve di Soligo nell’abitazione di Alessandro Bubola. Tre banditi hanno affrontato il professionista fuggendo poi con 15 mila euro. Arrestato un ventenne, caccia ai complici 

Momenti drammatici confermati anche da uno dei figli, il maggiore, che racconta di come «i banditi hanno puntato il coltello alla gola dei miei fratelli». I banditi, tutti giovanissimi secondo quanto riferito dalle vittime, erano armati di coltello e pistola. Dopo la resistenza iniziale e le botte, sono riusciti a impadronirsi del contenuto della cassaforte e a fuggire in auto. Al momento, soltanto uno di loro è stato intercettato, e arrestato, a Follina, mentre degli altri due non c'è traccia. All'indomani della rapina, il dottor Bubola si è presentato all'esterno della sua abitazione di Pieve di Soligo con la moglie, l'avvocata Rossella Tramet. Entrambi hanno ringraziato i carabinieri. «E' stato un incubo», hanno ricordato, «ora speriamo venga fatta giustizia». In paese cresce la preoccupazione. I vicini di casa hanno raccontato di aver notato le sirene ieri sera, ma di non essersi resi conto dell'accaduto.

«Oggi abbiamo visto le notizie, e siamo terrorizzati», hanno raccontato, «quello che è successo potrebbe capitare a chiunque».


© Tribuna di Treviso