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Ci sarà ancora una sovranità alimentare europea dopo l’accordo con il Mercosur?

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21.01.2026

Dopo un quarto di secolo di negoziati estenuanti, l’Unione Europea ha impresso una svolta decisiva alla propria politica commerciale. Il 9 gennaio 2026, il Consiglio dell’Ue ha dato il via libera alla firma dell’accordo di partenariato con il blocco del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay), gettando le basi per la creazione di una delle aree di libero scambio più vaste del pianeta, con un bacino di circa 700-800 milioni di consumatori. Se da un lato Bruxelles celebra un “passo storico” per la diversificazione strategica, dall’altro il mondo agricolo europeo ha alzato le barricate, portando i trattori nelle piazze di Parigi, Atene e Milano.

Le garanzie e il nodo degli standard produttivi divergenti

L’intesa punta ad abbattere barriere tariffarie che pesano per oltre 4 miliardi di euro l’anno sulle imprese europee. I vantaggi attesi sono imponenti: un incremento stimato dell’export Ue verso l’America Latina del 39 per cento e il sostegno a circa 440 mila posti di lavoro in tutto il continente. Per l’Italia, il piatto è particolarmente ricco sul fronte delle indicazioni geografiche (Ig): l’accordo garantisce la protezione di circa 350 marchi europei, tra cui eccellenze del made in Italy come il Parmigiano Reggiano e il Prosciutto di Parma, vietandone imitazioni e usurpazioni.

Tuttavia, il via libera non è stato unanime. Mentre l’Italia ha abbandonato le storiche riserve per sostenere l’intesa,........

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