Complesso, bellissimo “Sentimental Value”. Neanche troppo “sentimental”
Il testo che segue è tratto dalla puntata settimanale di “Cinema Fortunato”, la newsletter di recensioni cinematografiche riservata agli abbonati di Tempi. Abbonati per riceverla ogni giovedì.
Legenda: ★★★★ pazzesco | ★★★ ci sta | ★★ ’nzomma | ★ imbarazzante
Sentimental Value ★★★★
Di Joachim Trier
Dove vederlo: al cinema
Film complesso ma bellissimo. La vicenda di un regista anziano e alle prese con un ultimo film dal sapore autobiografico si intreccia con quella delle due figlie che non vede da tempo. Melodramma atipico e decisamente nordico, non solo per l’ambientazione norvegese ma perché i sentimenti e le emozioni vengono centellinati nel corso della narrazione, come sepolti da una coltre di neve. Film di grandi attori e di regia d’altri tempi, attenta ai movimenti di macchina, alla cura degli spazi. Joachim Trier guarda, come è ovvio, al cinema di Ingmar Bergman e a quello del Woody Allen bergmaniano: certe sequenze autunnali rimandano proprio a Interiors, forse il film più personale e meno visto di Allen. Qui il tema sottotraccia è che il cinema sia un grande specchio, che toglie tanta, forse troppa vita vera ma poi riesce, misteriosamente, a........
