Il governo scozzese spende miliardi per costringere le Onlus ad “allinearsi”
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Il governo scozzese spende miliardi per costringere le Onlus ad “allinearsi”
Dalla Scozia arriva una storia che è un monito per tutte le Onlus e per tutti gli enti di beneficenza che usufruiscono di finanziamenti pubblici troppo superiori a quelli privati per le proprie attività: un’inchiesta del Sunday Times basata in gran parte su testimonianze anonime ha portato alla luce i condizionamenti che il governo autonomo scozzese esercita sulle “charities” che usufruiscono delle sue erogazioni. Chi non si allinea alle politiche dell’Snp (Scottish National Party) al potere da quasi vent’anni, rischia di vedersi tagliati i fondi e quindi di dover sospendere le attività.
Il rapporto fra ente pubblico e realtà della società civile è talmente patologico che si può affermare che il governo del Snp usa le Onlus finanziate con denaro pubblico come cinghia di trasmissione delle sue politiche, soprattutto di quelle più controverse, che riguardano identità di genere, tossicodipendenza e alcolismo. Lo ammette apertamente Alex Neil, un politico nazionalista scozzese che è stato ministro della Sanità e ministro delle Politiche sociali in due diversi governi del Snp:
«Quando il governo annuncia una politica che potrebbe essere controversa o osteggiata dall’opposizione, telefona alle organizzazioni amiche chiedendo loro di rilasciare dichiarazioni a sostegno della posizione del governo. Era una prassi consolidata, e lo è ancora. Credo che sia una cosa sbagliata, soprattutto se ricevono finanziamenti sostanziali dal governo. Che la pressione sia esplicita o implicita, le persone hanno paura di rifiutare una richiesta del genere perché temono di perdere i finanziamenti e il lavoro».
«Quando il governo annuncia una politica che potrebbe essere controversa o osteggiata dall’opposizione, telefona alle organizzazioni amiche chiedendo loro di rilasciare dichiarazioni a sostegno della posizione del governo. Era una prassi........
